30 luglio 2007

Fumetti in TV


















No, amici, non è il ritorno di Giumbolo & co.
In occasione della presentazione del mio secondo Martin Mystère all'Isola d'Elba, dove è ambientato in parte, la CNN no, volevo dire: TVR ha fatto una breve intervista a me e al misterioso soggettista dell'episodio, Fabrizio Ottone. Doveva esserci anche babbo Alfredo, ma all'ultimo non è potuto venire.

Nel video avrete modo di apprezzare la serietà, che da sempre contraddistingue chi scrive - financo nell'elegante mise - e la cialtroneria, prerogativa invece dei disegnatori.

Un plauso anche al bel pubblico, peraltro accorso in gran numero e ricco soprattutto di personalità di spicco, tra cui un re, un eminente avvocato, una bancaria, una biologa e un merdone assassino, facilmente riconoscibile.

Perla della giornata, il sudore (giuro che non è un fotoritocco).

Photo by Merdone Assassino©



24 luglio 2007

LiFiRn-RnFiLi

Et voilà.
40° a Firenze, 37° a Rimini, praticamente un phon acceso tutto il giorno sul muso, ma in compenso tanta amicizia sincera che noi ci si volevamo bene e si era amici ed era bello.
























Fase 1: Presentazione alla Feltrinelli.
Un'oretta di chiacchere insieme a Castelli in vena di celie, che è sempre un bel sentire, e all'ottimo Filippucci. Domande e risposte, qualche risata e pochissimo turpiloquio, come si conviene alle presentazioni in libreria (proprio come quando, con Emiliano Pagani, ci andammo a presentare Don Zauker).
Perla della mattinata, carpita dalla Serpe, una doppia dedica sull'albo di Fava di Lesso: accanto al mio pellerossa, un Tex disegnato da Filippucci, autore del prossimo Texone!
Emozione.



















Fase 2: Presentazione a ItaliaWave.
Praticamente una replica, però con una decina di gradi in più. Ma quando c'è tanta musica ggiòvane, fumetti, iniziative d'aggregazione, spazi espositivi, anche una landa orribile ma desolata come l'Osmannoro diventa l'Isola che non c'è.
O almeno, che non ci dovrebbe essere.

Fase 3: Rimini. Arrivo in serata e alloggio in albergo angusto ma torrido. La salvezza è nell'aria condizionata, figlia della tecnologia che esige l'Uomo vincitore sulle avversità della Natura.
Il prossimo passo perché il progresso possa definirsi tale, sarà eliminare dalla ventola il vago rumore di acceleratore di particelle, che alle 5 di notte in una stanza 3x3 è un po' antipatico.
Ma chissenefrega, la mattina TUTTI IN SPIAGGIA A DISEGNARE PER I BAGNANTI!
Protagonista assoluto, Davide Barzi - il Gran Pavese - che con la sua versione di un personaggio comparso in una storia Don Zauker si aggiudica il premio come miglior cosplayer dell'anno.
Ma, per non rimanere indietro mai a nessuno, mi adopero anch'io per distinguermi, facendo il gagarone tutta la mattina con frizzi e calemburs, e accidentalmente con il cartellino ben fuori dai pantaloncini appena comprati.
Nelle immagini sottostanti, il Gran Pavese accontenta non senza fatica le orde di fans.





















Fase 4: L'esordio allo stand Bonelli.
Ebbene sì, è stata la mia prima volta, come bonelliano, a firmare copie dell'illustrazione realizzata per l'occasione, la rivisitazione della copertina del primo numero, ma visualizzata dal punto di vista opposto. Torme e torme di quei dodici lettori, che - complice forse il caldo bestia - mi son sembrati tanti tanti. Complimenti e strette di mano per "Il codice Caravaggio", "La tredicesima fatica" e perfino per Luana e Don Zauker.
Non facciamolo sapere al Capo.

Fase 5: Il ritorno.
Baci e abbracci con gli amici vecchi e nuovi e ancora il Gran Pavese, che si esibisce nella famosa performance del "Picchio".
Ognuno di voi, per essere un vero uomo, avrà provato la fitta lancinante sotto un occhio che deriva dall'ingestione di una boccata eccessiva di roba ghiacciata. Il GP, amante delle granite, è arrivato a ben 3 picchi in un giorno solo, rischiando la cecità permanente (e l'occlusione intestinale).

























Terza e ultima notte nel crematorio, tre ore di sonno scarse e via, pronti per il ritorno a casa. Ore previste 3, che però per magia (e per una incalcolabile quantità di CAMI) si trasformano in appena appena 5, ma sotto il sole a picco.
Souvenirs, che terrò con me con affetto per il ricordo di questo magnifico momento, alcuni disegni autografi, i numeri 4 e 5 di The Losers, il paio di pantaloncini, ai quali nel frattempo ho tolto il cartellino, e un solo parafango della macchina sfondato da uno SCANIA.
Ah, che bella l'estate!

19 luglio 2007

On the road (ma con sicurezza)

Domattina, alle 11,00, sarò con Alfredo Castelli alla Feltrinelli di Firenze, per presentare l'albetto per ItaliaWave che porteremo anche alla manifestazione, verso le 17,00. Domani sera andrò a Rimini, per la consueta RiminiComix, dove starò a gozzov... no, a discutere circa le odierne problematiche intorno al mondo del fumetto italiano fino a lunedì mattina.























E quest'anno faccio l'ometto responsabile. Da domani - secondo recenti studi del MindeiTrasp - si riverseranno sulle strade dello Stivalone circa otto miliardi di milioni di MIGLIARDI di macchinine che porteranno culi italici sul mare, in montagna, ne' boschi o, in alternativa, dalle loro mamme (c.r.p.).
In perfettorario con la tabella di marcia, mamma TV, i giornali e perfino quel vecchino vestito come il mago Otelma che abita in centro a Roma, danno alcune raccomandazioni circa il comportamento da tenere per una guida civile e con pochissimi disastri. Queste le inedite raccomandaz:
- niente vino, birra, grappa, gintonic, vodka del Dnepr e via dicendo prima di partire (che, come dice il proverbio, è un po' morire);
- evitare copvlæ, mugoloni a tortiglione, rasponi a du' mano durante la guida (rasponi anke topo, come tice omino festito kome Otelma);
- andare piano;
- dormire se si ha sonno;
- coprirsi se si ha freddo.

Incredibile ma vero, anche il dinamico duo Castelli & Caluri ha voluto accodarsi a questa linea, partecipando al fascicoletto di cui vi riporto la copertina. Lo ha fatto con il paginone (si fa per dire: il formato è 10x14,5) centrale, dove Martin e Java si raccomandano di FARE AMMODINO.


















Se vi capita per le mani prendetelo. Mica tanto per me, quanto piuttosto perché hanno partecipato - fra gli altri - Piero Angela e Margherita Hack.
Mica cazzi.

E poi, è gratis.

04 luglio 2007

4 luglio























Nel giorno del bicentenario dalla nascita di Garibaldi, le tre più alte cariche dello Stato si sono scappellate in elogi e commemorazioni. Frasi ponderate a commemorazione di uno dei padri della patria, l'eroe dei due mondi, il rivoluzionario, gl'ideali, la solidarietà, il progressisimo e via dicendo. E tutto per quello che oggi verrebbe ricercato come uno dei più pericolosi terroristi del pianeta. Ih ih, che risate.
E' un vero peccato, però, che nessuno abbia avuto i coglioni per citare anche uno dei passaggi più significativi del pensiero di Garibaldi, talmente significativo che volle inserirlo nel testamento.
Eccolo qua:

« Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s'inoltra, e mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga coll'impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico: in conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d'un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell'Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada »

(da Wikipedia)

25 giugno 2007

China (a 90°)























Matite, chine, Vernacoliere, ItaliaWave, appuntamenti, l'albetto, Michele Strogoff, le segh... no, quelle no, l'impaginazione, i video... arf, arf.
Amici, sto consegnando tutto, o quasi. Ma in mezzo all'uragano di scadenze che mi sono piovute addosso ho avuto la brillante idea di fare una proposta d'acquisto di quella che, se tutto va bene, sarà la mia maison/atelier/scannatoire. E dato che il proprietario ha accettato, mi sono dovuto tuffare in un altro uragano: quello composto da incartamenti, banche e notai, alla disperata ricerca di qualcuno che non manifestasse l'irrefrenabile desiderio di scandagliarmi il fondogroppa (cosa che ovviamente non mi è riuscita).
Tutto questo per dirvi che diversi giorni se ne sono andati così, come dorate foglie d'autunno, con me che invece di lavorare in santa pace vagavo nel vano tentativo di non camminare a ramo di pesco per svariati anni.
Via, vengo al dunque e vaffanculo: non ce l'ho fatta a fare Don Zauker di luglio. Swollen Duck è avvertito.
Ma sto andando avanti con il nostro amato corriere dello zar, per ora fermo a pagina 6. Questa è l'inchiostrazione e il lettering della pagina di due post fa.

14 giugno 2007

Di dieci in dieci
























Ci siamo. Dopo il 281, è uscito anche il 291, il mio secondo Martin Mystère. In realtà ci siamo già da qualche giorno, visto che è uscito lunedì scorso e martedì in altre città allezzite (tipo la mia).
Ringrazio gli amici che mi hanno già inviato i primissimi commenti, per ora tutti davvero lusinghieri. E' un numero un po' speciale, questo, per più d'un motivo.

Tanto per cominciare è ambientato in Toscana, fra Firenze e la provincia di Livorno (guarda a volte il caso, eh?), più precisamente le isole di Elba e Pianosa.

A Pianosa c'è nato Sua Maestà Ronson I, ora residente a Marina di Campo (la località dell'Elba dove transita Martin Mystère in questo episodio), e che ovviamente è uno degli "attori".

L'albo vede un incredibile debutto. Di chi? Sapevatevelo da soli.

Nella storia compaiono un bel po' di dettagli e personaggi. Il primo che li riconosce tutti è bravo, bello e dal cuor d'oro (benché funestato da una grave alitosi).

E anche questa è andata.

01 giugno 2007

Macché























Amiche, amici,
e invece quasi quasi non ce la faccio ad andarci. Ho telefonato ai ragazzi del Metarock per disdire. Quest'anno salto.
Il fatto è che, consegnato finalmente il MM, nell'illusione di essere rimasto solo con Michele Strogoff e quindi con un bel po' di tempo a disposizione, la buona, cara, vecchia sorte ha deciso di affibbiarmi un albetto di MM per ItaliaWave.
Come dire, dal Metarock a ItaliaWave. La prossima volta si guarda se mi capita che so, il Festivalbar, il Maggio Musicale, o anche la Festa dell'Unità di Zambra.
Quindi, alle strett(issim)e sacrifico le cosine in più, per utilizzare anche il minimo avanzino di tempo a disposizione. Dal diario di bordo, questo lo stato attuale delle cose:
- tre pagine a matita del corriere dello zar (sopra, la seconda);
- le dieci pagine a matita dello speciale MM realizzate in giorni DUE (quindi con tutti i presupposti perché venga fuori un'autentico troiaio);
- sceneggiatura di DZ di luglio pronta;
- serata dell'8 luglio scritta insieme al Pagani;
- un terzo dei nuovi filmati per la suddetta serata girato, ma ancora da montare.
Yuppi.

18 maggio 2007

MetARTrock

In risposta alla Valeriona de' noantri, vengo al Metarock di (ohimè) Pisa.
L'anno scorso gli organizzatori mi contattarono per partecipare ad una serata della manifestazione che negli anni, da rassegna musicale, è diventata qualcosa di più. Oltre ai concerti, infatti, ci sono mercatini di oggettistica varia, ristorazione, esposizioni, iniziative culturali, dibattiti, gare di ruti.
Nel mio caso mi contattarono per prendere parte al MetARTrock (anche se avrei preferito l'ultima voce dell'elenco), una serata in cui alcuni disegnatori e illustratori erano invitati ad esibirsi in diretta, creando un'immagine ispirata alla propria playlist favorita.
Da sempre amante spassionato del cazzeggio senza scopo alcuno, e se possibile atto alla perdita di tempo prezioso, ovviamente accettai.
Tela, pennelli e acrilici alla mano, passai in rassegna alcune vivide sensazioni, che andavano dai vocalizzi di Rosanna Fratello alle performances di Pupo, generando - come il sonno della ragione - mostri orribili.
Per fortuna mi venne in soccorso Sua Divinità Franchino, che diradò le nebbie, guidò la mia mano e mi fe' produrre questo.
























Un paio di settimane fa sono stato contattato per partecipare anche quest'anno, ma non so ancora né quale giorno, né a che ore, né soprattutto a fare cosa. Appena ne avrò notizia, aggiornerò la colonnina qui a destra, nel remoto caso che qualcuno ne sia interessato.
Spero che in ogni caso, qualche grande entità guidi la mia mano per far sì che sia nel Giusto.

E magari, non alla patta dei pantaloni.

16 maggio 2007

Torino Comics

















Bella fiera, sì.

09 maggio 2007

Ende












HO FINITO.
Sono or ora di ritorno dal corriere, da cui ho spedito le ultime 8 pagine di MM. Nella vignetta soprastante, io in primo piano ringrazio il Signore, la Madonna e papa Pio XII (prossimamente beato), mentre sullo sfondo si dissolve il mio stato d'animo dei giorni scorsi.
RINGRAZIAMENTI UFFICIALI: un cazzo nessuno, se non a Tyttera, che mi ha fatto da assistente sociale/balia/infermiera per due mesi, in cambio però di grugniti, sudiciume, ruti e stanchezza. Lode a lei e alla sua pazienza.
Ho anche festeggiato in anticipo, e un piccolo grazie (una graziella, via) alla TRATTORIA ANGIOLINO a Firenze, dove in occasione del Premio Nerbini, Mauro Bruni e Giancarlo Frisella hanno offerto a una torma di strusciamuri un'ottima cena.
Nella foto, da sinistra: Alberto Pagliaro, Joshua Held, Maurone Bruni, Riccardino Burchielli, uno stronzolo.

27 aprile 2007























I gatti per me sono fantastici.
Mi piacciono e mi sono sempre piaciuti per tutto ciò che è stato detto di loro, compresi i luoghi comuni. Trovo incredibile la varietà di sensazioni che riescono a dare: un unico essere che sa essere elegantissimo, sinuoso, agile, misterioso e affascinante, e allo stesso tempo buffo e simpatico.























La mia gattina ha due occhioni meravigliosi, una pelliccia morbidissima e, nonostante la sua natura felina, mi cerca. E - si badi bene - non tanto per una volgare razione di cibo o per la pulizia della lettiera. No, no. Ella mi cerca per compagnia, per essere ricoperta di coccole, mi fa le fusa e gli zuccottini sul naso, e io mi sciolgo nella tenerezza. Se la chiamo lei mi risponde con un verso dolcissimo e sommesso, anche sette, otto, quindici volte di seguito, e spesso mi ritrovo a sorridere mentre la osservo che dorme dentro la cesta, che zompetta qua e là, che scodinzola verso un punto indefinito.
Frida (questo è il suo nome) mi ama alla follia, e io ovviamente - da romanticone quale sono - ricambio.
Tant'è che è l'unico essere vivente a cui è permesso sostare sul mio tavolo, anche mentre disegno. Come si può negare questo piccolo privilegio ad una creatura che dà così tanto?



















Oggi Frida, nel pieno del suo privilegio, dopo essersi sincerata che fossi ancora suo segnandomi gli zigomi con i suoi, e dopo una buona mezz'ora di fusa, è saltata in pieno piattino della china, mentre stavo inchiostrando pagina 149.
Il mio amorino, notato il fine cesello di tratteggi che stavo distribuendo sulla carta per rendere un effetto notturno, ha voluto contribuire al lavoro con la sua zampina.
Sicuramente lo ha fatto per aiutarmi, dopo avermi visto così impegnato e sotto scadenza, perché la mia gattina capisce.

Chissà se è anche buona.

Qualcuno di voi mi sa dire se il gatto è meglio al ginseng o coll'ulive?
Fritto ho paura mi rimanga indigesto.

15 aprile 2007























I punti del PIANO stanno dando i suoi frutti.
Certo, ne risentono un pochino l'uso del tempo libero, le altre collaborazioni e - non ultima - l'igiene personale, ma si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel, e questo è bene.
Mancano ormai una manciata di pagine (la sceneggiatura di 4 delle quali mi deve ancora arrivare) e il mio secondo Martin Mystère sarà finito. Non ho nemmeno la possibilità di una proroghina salva-emergenze, visto che l'albo è già pubblicizzato per l'uscita del 13 giugno prossimo.
Coincidenza, anche in questa storia ci sarà una sequenza sotterranea sul finale, quasi un viaggio ctònio (aaaaaah, che goduria usare questi termini, godo come un babbuino. Era dal 1990 che non usavo il termine ctònio. Senti che bellezza: ctònio, come rimbalza bene e mette sensibilmente a repentaglio l'incolumità degl'incisivi. Vi sfido a pronunciarlo senza far fare il bagno di scaracchi a chi vi sta di fronte) verso la soluzione nel finale.
Per ora succede in una media del 100% di storie a me affidate. La prossima mi piacerebbe per aria, sulle montagne dell'Himalaya (o anche Cascine di Buti, va bene lo stesso).
Purtroppo, il PIANO esige il suo tributo di sangue, e anche questo mese la produzione vernacolare sarà, ahimè, dimezzata. Non vi dico quale serie salterà nel numero di maggio, ma solo che Marco Ferri non sarà contento.
Ma si sa, DE SCIO' MAST GO ON, come dicono in Ungheria.

29 marzo 2007

Le vittime del PIANO























Domanda: cosa c'entra Paolo Migone con Michele Strogoff?
UN CAZZO, diranno i miei piccoli lettori. E avete ragione. Ma in piccolissima parte c'entra, e vi spiego perché.
In vista della realizzazione dell'albo per la Francia, ho dovuto convocare d'urgenza un vertice fra le mie molteplici personalità, vertice che ha generato un PIANO DI ORGANIZZAZIONE GENERALE per affrontare il nuovo impegno. E' stata una riunione combattuta e a tratti drammatica, sono state minacciate defezioni e sono volate parole forti, ma alla fine si è raggiunto un accordo di massima. Il PIANO prevede (tra molti altri altri punti):
  • la reclusione volontaria agli arresti domiciliari per mesi dieci (10), al fine di poter portare a termine tutte le scadenze;
  • l'acquisto di carta, pennelli e pennarellini in numero sufficiente a non dover tornare a comprarli una volta esauriti;
  • la raccolta preventiva di materiale iconografico, grazie anche e soprattutto a voi, miei eroi;
  • il reperimento di musica in quantità sufficiente a saziare la mia ricerca di stimoli, a discapito dei coglioni dei vicini;
  • il ritardo della barbitonsura solo quando cominciano a trovarci alloggio le cimici;
  • la drastica riduzione delle docce, inutile perdita di tempo;
  • la drastica riduzione delle seghe, necessario sacrificio;
  • la chiusura delle telefonate entro i due minuti;
  • l'eliminazione totale dei lavoretti collaterali.
I lavoretti collaterali sono disegni, illustrazioni, vignette e così via, per manifesti, dépliant, copertine, ecc... ecc... e che relizzo nei ritagli di tempo. L'anno scorso un'attività di Livorno si mise in testa di fare una campagna pubblicitaria con tre o quattro caricature di personaggi legati alla città, e chiese a me di fare i bozzetti dei nomi da loro scelti. Fra tutte le personalità legate a Livorno, Modigliani, Fattori, Mascagni - non ultimo Carlo Azeglio Ciampi - scelsero Paolo Migone.
Scelta a parte, quello in alto era il mio disegno, e il cerchio si chiude (in tutti i sensi, anche perché poi della campagna pubblicitaria non ne hanno fatto più nulla).

16 marzo 2007

Chi mi conosce
















Chi mi conosce sa che sono un ingordo di prima categoria. Poi, come mi capita sempre dopo aver partecipato a cene spaventose, ripago l'abbuffata con rotoloni nel letto, fortori, automaledizioni e la promessa solenne di non farlo mai più (valida fino alla cena successiva, foss'anche l'indomani).
Mi è successo lo stesso anche con l'amico Giovanni Rigano, che parlando con Frédéric Brémaud, lo sceneggiatore francese con cui lavora e che cercava un disegnatore dal tratto realistico, gli ha fatto il mio nome. E' andata in porto, e ringrazio infinitamente Giovanni, ma ora la ciccia al fuoco è davvero tanta, e sono a rischio fortori nella notte.

Chi mi conosce sa che pur di pubblicare in Francia, vero e proprio Eden del Fumetto, sarei
perfino tornato a fare il chierichetto (forse); per questo quando mi è stato proposto di realizzare un albo di 46 pagine ho avuto un'improvvisa amnesia del tempo che ho a disposizione.
Di cosa si tratta. L'albo farà parte di una collana di una cinquantina di titoli, tutti adattamenti a fumetti di romanzi di fine '800: opere prestigiose come "Guerra e Pace", "I miserabili", "Delitto e castigo", ecc... ecc...

Chi mi conosce sa che - se posso - conservo un'anima zuzzurellona anche in momenti topici. Per questo, quando mi hanno messo sotto il naso il ventaglio di carte da scegliere, una dozzina di titoli in tutto, ho ceduto alla nostalgia e ho estratto il mio asso di cuori.
Michele Strogoff!
Forse molti di voi non ne hanno mai sentito parlare, ma se c'è qualche vecchio bav... no, cioè, qualche giovanotto
come me, un po' più otto che giovan, si ricorderà il mitico sceneggiato del 1976 con Raimund Harmstorf, attore dal nome facilmente pronunciabile ma con un solo difetto: è morto.
E, sì, è anche l'antagonista di Bud Spencer in Lo chiamavano Bulldozer. Ma non divaghiamo.
























Il mio è un disperato appello: la vicenda ha luogo fra il palazzo imperiale dello Zar Alessandro II e la Siberia, fra i Tartari cenciosi ma cattivi. Questo vuol dire: cavalli,
costumi tartari del XIX secolo, paramenti tartari di cavalli (del XIX secolo), la Irkustsk del XIX secolo, cavalli, i costumi delle guardie russe del XIX secolo e quelli della gente comune, le uniformi, le carrozze, gli arredi urbani, cavalli, gl'interni dei palazzi nobiliari e quelli del popolo.
E un'altra cosa: i cavalli.
Io lo sceneggiato del '76 ce l'ho (va bene, Ronson, quando ci si rivede te lo passo, o si riguarda insieme), ma qualsiasi aggiunta da voi fornita sarà graditissima e d'indiscutibile ausilio. Specie per i costumi!
Ringrazio tutti in anticipo, anche quelli che mi andranno nel dighedòghe.

In alto, una vignetta tratta dalla mia tavola di prova. Michele Strogoff non si vede benissimo, ma mi sa che assomiglierà un pochino a Raifurl Harfnorrrl. Sotto, Raimus Hasftroll.


03 marzo 2007

Redivivo, vivo e rido.












Cari amici, vi anticipo: sono assente da un po' perché quel che temevo da ormai diversi mesi si è verificato: i vergognosi ritardi accumulatisi per lo sviluppo dell'albo di Martin Mystère, ora me li ritrovo tutti sul groppone, e entro la fine di aprile devo disegnare qualcosa come 52 tavole, matite e chine. Più la ricerca della documentazione. Più Luana, Don Zauker, Nedo e copertina Vernacoliere. Più, più, più, come cantava l'adagio del Crodino.
Quindi, guardate un po' di compatirmi, razza d'ingrati, invece di bubbolare.
Carogne.
Ma io vi amo, lo sapete, e vi ringrazio pubblicamente, tutti voi, per gli scappellamen... no, cioè, per gli attestati di stima e i bei complimenti che avete inviato a me ed Emiliano per il tanto agognato cross-over Luana-DZ. Su cui è doveroso spendere due parole.

Dovete sapere che quando ci siamo incontrati per scrivere la storia, io ed Emiliano ci siamo accorti ben presto che invece di un paio di episodi sarebbe venuto fuori una seconda Treccani (appunto: Luana, Maicol, DonZa), tutta di minchiate. Se ci fate caso le due storie sono strippate, compresse in francobollini e con un paio di buchi. Ma pagine in più non ci sono state concesse, quindi, o bere o affogare.
Noi s'è bevuto (con RUTI annessi), ma l'inquietudine è rimasta; il rammarico di aver pensato cose inimmaginabili, intrighi internazionali, background da paura, e non aver potuto realizzarli è insostenibile.

Da qui la decisione ferma, netta e decisa come nostro solito: FORSE si farà un albo con TUTTA la storia. Un crossoverone dilatato, ricco di dettagli, spiegazioni, sospetti, insinuazioni e chi più ne ha più ne metta.
Anzi no, sennò non basta nemmeno un albo a sé.

Dimenticavo: novità in vista...

Nell'immagine, Martin e Java che:
- dopo l'irruzione di Ruini nella Sala del Congresso,
- la fuga rocambolesca per le vie di Tirgoviste a bordo di un carrello della Lidl,
- la vittoria a rubamazzo contro Godzilla,
vanno finalmente a comprare le sigarette.

13 febbraio 2007

Gemellaggio





















Tempo fa qualcuno (mi sembra il sempre solerte Danielino Melato) mi inviò quest’immagine.
Ora, manie di protagonismo a parte, oggettivamente non è difficile riconoscere Maicol nel logo di questa scatoletta. E’ impressionante. Perfino la capigliatura è identica: ciuffo orientato verso la nostra destra e sbuffo di capelli in alto. Un’incredibile coincidenza, che merita di essere approfondita.
E allora mi rivolgo a voi, o amici che girate il mondo (sì, ma sulla poltrona, ingobbiti davanti a internet): c’è qualcuno che conosce questo prodotto? Venitemi incontro: come faccio a non sapere cosa contenga la scatoletta in questione? Io sono qui che m’immagino omogeneizzati alla carne di lupo, o – perché no – bocconcini per lupi ai feti di bimbo, cose del genere.
Se così fosse, ne sarei davvero fiero.
E allora via, parte la caccia! Il primo di voi che saprà dirmi il nome del prodotto vincerà una preziosissima collezione di calli di prosciutto, da intrecciare finemente per adornare la fronte dell’amata (o la propria, nel caso sia una vincitrice).

02 febbraio 2007

Randevù.







Ebbene sì, martedì 6 febbraio alle ore 18,00, l'ultima presentazione dell'albo di Don Zauker si farà alla Feltrinelli di Firenze. Ora, visto che il messaggio promozionale lo trovate sui blog dei Paguri e di Davide Barzi, evito di ripeterlo perché è venuto a noia perfino a me.
Ma ci tengo a sottolineare la mia felicità che Davidino - novello Sassaroli - mandi allegramente a fare in culo lavoro, impegni, appuntamenti e scenda dalla lontana, fredda, brumosa però inospitale Pavia apposta per fare da presentatore/mediatore all'incontro. Questo è l'unico motivo per il quale è strettamente necessaria una forte affluenza di pubblico.

Non dico per me ed Emiliano Pagani, no, no, ci mancherebbe. Figuriamoci.

Dico perché uno che fa 7800 chilometri per una puttanata del genere va premiato a dovere con affetto e riconoscenza. Quindi, signore, signori, che il tardo pomeriggio del 6 febbraio non vi veda occupati in inutili scarpinate all'Oviesse, in fila sulla variante, in palestra nel vano tentativo di smaltire quella ciambella di lardo, in visita ad una vecchia zia cirrotica, ad accendere un cero alla Madonnina della torpedine, in fuga dagli orsi nei boschi della Garfagnana, a pagare la rata del canapè, dal carrozziere per il paraurti della cabrio, perdio, NO!

Il 6 febbraio staccate, allontanatevi da tutto e afferrate la vostra vita fra le mani, rapite la persona che amate, guardatevi negli occhi e - con fare deciso ma tenero - riaccendete la passione!

Portateli a vedere BARZI, CALURI E PAGANI ALLA FELTRINELLI!

E 'sti cazzi.

24 gennaio 2007

Finnegansuéic

Uh, già, ma io ho un blog!!!
Ah, ehm, allora si diceva... No, niente, è che... hai visto, no? Alle volte uno si fa prendere la mano e pensa ora di vi', ora di va', ma poi alla fin fine - in fondo in fondo - chi ce lo fa fare?

No, ecco, parliamone un attimo.

Spesso si sente dire certe cose, che poi tutto sommato... per esempio, anche il fatto di - non so - come alla televisione, dove tutti fanno, fanno, fanno, e per cosa, poi? E allora è meglio non pensarci, anche perché, diciamolo, via! E' l'ora di finilla, e voi sapete di cosa sto parlando. Facciamoci un bell'esamino di coscienza, così vedrai si fa du' risate.

E d'altronde, cosa volete, ormai le cose stanno così, un giorno va in una maniera, un giorno va in un'altra... ma se si tira le somme, a essere onesti, si vede che prima o poi i conti tornano. E allora...
Certo, se ne sente tante e poi tante che uno dice pellamordiddio, vero, e non gli si può dare torto. Se non altro per rispetto.
Voi mi capite.

Però se c'è un cosa che non va bene, è che se ne parla poco. No, no, non c'è da scherzare, su questo punto, dico sul serio. Perché un conto è se le cose le fai in un modo, un conto è se invece pensi di... 'un mi fate parlà, via. Tanto, ormai...

Per questo, se si va a ben vedere, è proprio così.

Voi cosa ne pensate?

03 gennaio 2007






















Con sensibile ritardo, buon anno a tutti.
Poco prima di Natale avevo ricevuto un'email da Sergio Rossi, factotum dell'editoria a 360° (centigradi). Collaboratore anche del mensile "Mucchio Selvaggio", Sergio era stato contattato dal direttore della rivista perché per il numero di gennaio, che avrebbe contenuto un servizio sulla pedofilia fra i preti, voleva l'immagine di un pretaccio dall'aria losca, in cui fosse evidente l'ombra del vizio. Il buon Sergio non ha avuto dubbi, e lo ha messo subito in contatto con me.
E' venuta fuori una cosa abbastanza sobria, adeguata ai tempi e adatta a festeggiare il 30° anniversario della rivista. Mi compiaccio con Max, il direttore del "Mucchio", che nonostante le ritrosie di tutta la redazione ha voluto che l'immagine di copertina che gli avevo fatto rimanesse inalterata.
Viva Max.
Di questi tempi, dove per certe cose "non sta bene", non è roba da poco.
Piccola curiosità: dentro avrebbe dovuto essere pubblicata anche una storia di Don Zauker che invece, visto che mancavano pochissimi giorni alla messa in stampa, non ha trovato spazio. Per l'occasione avevo scelto l'episodio XXII, quello con un protagonista che tutti voi conoscete. Vabbè, sarà per la prossima volta.
A chi di voi fosse abituale lettore della rivista, dentro ci trovate anche un' intervista che hanno fatto al sottoscritto. La segnalo non tanto per vanagloria, quanto piuttosto per una rarità: una volta tanto, non ho detto cappellate a raffica, gratuite e prive di senso.
Almeno, non intenzionalmente.

26 dicembre 2006

La pompa e il pavone




















E vai, anche per quest'anno Natale è andato. Dopo una breve pausa per l'immersione nel limbo dei bagordi e dell'effervescente Galeffi®, ho provato a ricollegarmi alla dura realtà, tentando la carta del TG2. Di solito il TG2 dà un paio di notizie di pubblico interesse, per un totale di cinque minutini scarsi di informazione (comunque pilotata), e i restanti venticinque li utilizza per sfornare MINCHIATE SPAVENTOSE.
In genere si tratta di roba tipo una pioggia a Campobasso, una cassetta dell'Enel distrutta dai vandali, un centro benessere, moda, cani, papa, zanzare e soprattutto qualcosa successo a Londra. Abitudini di agenti d'assicurazione inglesi, interdizione al lavoro di hostess col crocifissino inglesi, passatempi inglesi, gossip inglesi. Oggi, per esempio, un interessantissimo servizio su una catena di cessi pubblici di lusso (inglesi).
Senza contare, ovviamente, i servizi sulla Famiglia Reale. Qualcuno mi dica quanto paga l'Inghilterra per imperversare nei nostri TG! No, davvero, se c'è uno di voi che ha conoscenze in RAI, indaghi e mi dica in confidenza perché ci liofilizzano la sacca scrotale con i Reali inglesi e non, per esempio, con quelli belgi, o - che so - svedesi, danesi, norvegesi (di cui, comunque, c'importa una grandissima sega, sia ben chiaro). FUORI LA CIFRA ESATTA! Per curiosità, mica per altro.
Ma la mia amarezza non è dovuta tanto a dove fanno la caccona in Gran Bretagna e come dopo si lucidino l'occhiello. No, no. Lo sgomento - quasi depressione - di oggi è causato da una notizia, data nello stesso giorno del secondo anniversario dello tsunami di due anni fa nel sud-est asiatico, che causò 230.000 morti: un pavone si è innamorato di una pompa di benzina.
Ora, ne succederanno di cose non dico tanto nel mondo, che è grossino, ma anche solo nel nostro Belpaese? Boia, se ne succedono. No: un pavone che si è innamorato di una pompa di benzina.
Con tanto di servizio (televisivo, no della poNpa).
Bimbi, che fine...