
...E questa è la versione a colori.
Ma prima di tornare alle prese coi longobardi puciosi, mi viene spontaneo cedere al tuffo nella nostalgia cui mi costringe questa illustrazione anni '80. Oddio, più che nostalgia, un giramento di coglioni che mi prende ogni volta che penso a quel periodo, insieme alla consapevolezza di essere nato nel decennio sbagliato.
Da molti gli '80 sono considerati un passo indietro in fatto di gusto, musica, politica, costume e molte altre cose. Fra poco (già ora) i revisionisti daranno nuovo lustro agli '80 ripresentandoceli come bellissimi, ricchi,
cult, come è già successo col cinema trash del decennio precedente.
Gli anni '80 facevano caà, come d'altronde faceva e fa tuttora caà il trash.
Certo, si salvano miniere d'oro come l'avvento dei cartoni giapponesi, il Mars, il Commodore 64, i Toto e mille altre perle. Tutti bruscoli spazzati via dal vento della barbarie.
Per me anni '80 vuole dire medie e liceo, e una moda da martedì grasso perpetuo.
Ricordo di mie felpe fosforescenti della OP, di color verde sangue di Alien, bomber lucidi come corazze di stercorari e cascate di gel Procrin, a cui forse devo imputare l'altezza eccessiva dell'attuale attaccatura dei miei capelli.
Ma il motivo per cui sono SICURO di esser nato nel decennio sbagliato è che, se negli anni '70 le ragazze si lasciavano conquistare da una moda discinta, fantasiosa, allegramente sensuale, e nei '90 il processo di riduzione della superficie coprente dei vestiti aumentava vertiginosamente, ebbene, negli '80 le mie compagne venivano in classe vestite da CAMPANA PER IL RICICLAGGIO DEL VETRO. Felpe gigantesche, tubi di stoffa siberiana da collo a ginocchia, jeans ascellari, spallini alla Gundam e fasce fucsia a coprire i capelli.
Mai visto, fra i banchi di scuola, che so, un pancino scoperto, un principio di décolleté, mezza caviglia, un pezzetto di schiena, figuriamoci le mutandine sporgenti.
E come se non bastasse, Cristina D'Avena. Ma vaffanculo, va'!
ERRATA CORRIGE:
Nel post precedente ho dato dei reggiani ai ragazzi di Fumetteria, che mi dicono essere invece modenesi. Praticamente è un po' come dare del pisano a me. Correggo subito, ci mancherebbe!