19 settembre 2006

Precisanze

E' vero, come dicono Navarra e Aaronne, in sostanza dall'altra parte ci sono (anche) dei facinorosi esaltati che, manipolati a dovere, al solo nominare il Profeta s'incazzano come mandrilli e si dedicano all'amichevole pratica della Jihad. Inutile girarci dintorno: sono masse di ignoranti, generate da decenni di dittature oscurantiste che hanno sapientemente sottratto loro l'altra Conoscenza, quella che non provenga dal Corano. Sono state generazioni coltivate con metodo e pazienza fin dalla tenera età per poter essere manipolate con gran facilità: non hanno avuto il dono dell'Illuminismo, non hanno beneficiato del seme del dubbio, della coscienza critica, della libertà di dissentire.
Ma noi sì.
I due fronti NON POSSONO essere messi sullo stesso piano. Cartesio e Voltaire non erano di Bakuba, se la memoria non mi falla. E conoscendo la situazione, l'ultima cosa che può dettare una saggezza diplomatica è offenderli gratuitamente.
Con questo non voglio dire che si debba stare a consultare il Dizionario Filosofico mentre gl'integralisti arrotano le scimitarre. Ma - sono già in tanti a dirlo - non è con le gare a chi ha il cazzo più grosso che si risolve la questione.

1 commento:

ir bazza ha detto...

Calury,
sarà l'imam che è in me, sarà il palombo assunto alle sette, sette e mezza di mattina, sarà perché ti amo (come dice il Poeta, anzi, i Poeti), ma dissento.
La Sua è, grosso modo, la posizione esplicitata, pur in altro consesso, da un ex (e futuro?) PresDelCons, subito rimangiata per opportunità politica.
Dissento perché:
contrapporre la cultura araba e islamica a quella europea e cristiana è un obbrobrio filosofico; e anche sostituendo l'Occidente all'Europa non è che le cose migliorino.
L'Occidente non è il cristianesimo, grazie a Dio (ehehehe), come non è l'illuminismo, ma una complessa mescolanza di fatti e di idee spesso assai eterogenee. L'Occidente è pure le wannemarche, i venditori di numeri del lotto, il mago Anubi e gli abbonati al Pisa.
La contrapposizione così confezionata dalla disinformazione nostrana non sta in piedi, benché sembri credibile.
In più, "loro" (l'ipotetico loro) sanno molto più di noi di quanto noi non sappiamo di loro.
Un amico è stato in Iran recentemente e mi ha raccontato che mentre lui e i suoi amici rivolgevano domande idiote agli indigeni (ma... il velo?... ma la Mecca?... ma ir maiale 'un vi piace?), quest'ultimi si dimostravano in genere profondi conoscitori della nostra attualità: riuscirete a ingabbiare Berlusconi?... ma come la mettete con l'immigrazione albanese?... e la mafia?... e il Ponte sullo Stretto? Roba da rimanerci secchi.
In più, la cultura araba col cazzo che è retrograda e "indietro", non foss'altro che se Cartesio è stato tale (e la stessa cosa dicasi per Voltaire) un po' di merito fu anche di quegli arabi che ci han tramandato la filosofia greca, unici tramiti medievali.
Loro non hanno il Papa, non hanno nemmeno il clero: pensa che culo.
Non hanno, per capirci, un'autorità unica e riconosciuta che esponga una visione d'insieme, per cui certe polemiche sono il frutto di una contrapposizione costruita a cazzo, come presentare una dichiarazione di Prodi (chie?) e registrare la reazione a Spinaceto o il Quarticciolo, noti serbatoi di voti per Storace e er Pecora.
La vera difficoltà è capire la differenza, senza interporre questioni di merito su chi è meglio, perché una società che non concepisce il laicismo non può essere analizzata con un "semplice" (semplicistico) atteggiamento laico.
Si tratta di adeguarsi, non piegarsi, ma di sforzarsi, come tanti musulmani stanno, a loro volta facendo.
In fondo, questa stronzata della guerra tra culture è proprio un'idea bislacca che serve ai soliti: c'è più differenza tra un marocchino, un libanese, un greco e un siculo, o tra questi ultimi due e un inglese, un tedesco e uno svedese?
Checché dicano a Bruxelles, e gli illusi dell'Uropa Nazione, la nostra cultura è ANCHE (se non soprattutto) quella mediterranea, su questo bel piazzale che è il nostro mare.
Scusami, Calury, se son stato prolisso, ma mi ci diceva.
Tutti in coro: ALLAH AL BAR