27 aprile 2007























I gatti per me sono fantastici.
Mi piacciono e mi sono sempre piaciuti per tutto ciò che è stato detto di loro, compresi i luoghi comuni. Trovo incredibile la varietà di sensazioni che riescono a dare: un unico essere che sa essere elegantissimo, sinuoso, agile, misterioso e affascinante, e allo stesso tempo buffo e simpatico.























La mia gattina ha due occhioni meravigliosi, una pelliccia morbidissima e, nonostante la sua natura felina, mi cerca. E - si badi bene - non tanto per una volgare razione di cibo o per la pulizia della lettiera. No, no. Ella mi cerca per compagnia, per essere ricoperta di coccole, mi fa le fusa e gli zuccottini sul naso, e io mi sciolgo nella tenerezza. Se la chiamo lei mi risponde con un verso dolcissimo e sommesso, anche sette, otto, quindici volte di seguito, e spesso mi ritrovo a sorridere mentre la osservo che dorme dentro la cesta, che zompetta qua e là, che scodinzola verso un punto indefinito.
Frida (questo è il suo nome) mi ama alla follia, e io ovviamente - da romanticone quale sono - ricambio.
Tant'è che è l'unico essere vivente a cui è permesso sostare sul mio tavolo, anche mentre disegno. Come si può negare questo piccolo privilegio ad una creatura che dà così tanto?



















Oggi Frida, nel pieno del suo privilegio, dopo essersi sincerata che fossi ancora suo segnandomi gli zigomi con i suoi, e dopo una buona mezz'ora di fusa, è saltata in pieno piattino della china, mentre stavo inchiostrando pagina 149.
Il mio amorino, notato il fine cesello di tratteggi che stavo distribuendo sulla carta per rendere un effetto notturno, ha voluto contribuire al lavoro con la sua zampina.
Sicuramente lo ha fatto per aiutarmi, dopo avermi visto così impegnato e sotto scadenza, perché la mia gattina capisce.

Chissà se è anche buona.

Qualcuno di voi mi sa dire se il gatto è meglio al ginseng o coll'ulive?
Fritto ho paura mi rimanga indigesto.

15 aprile 2007























I punti del PIANO stanno dando i suoi frutti.
Certo, ne risentono un pochino l'uso del tempo libero, le altre collaborazioni e - non ultima - l'igiene personale, ma si comincia a intravedere la luce in fondo al tunnel, e questo è bene.
Mancano ormai una manciata di pagine (la sceneggiatura di 4 delle quali mi deve ancora arrivare) e il mio secondo Martin Mystère sarà finito. Non ho nemmeno la possibilità di una proroghina salva-emergenze, visto che l'albo è già pubblicizzato per l'uscita del 13 giugno prossimo.
Coincidenza, anche in questa storia ci sarà una sequenza sotterranea sul finale, quasi un viaggio ctònio (aaaaaah, che goduria usare questi termini, godo come un babbuino. Era dal 1990 che non usavo il termine ctònio. Senti che bellezza: ctònio, come rimbalza bene e mette sensibilmente a repentaglio l'incolumità degl'incisivi. Vi sfido a pronunciarlo senza far fare il bagno di scaracchi a chi vi sta di fronte) verso la soluzione nel finale.
Per ora succede in una media del 100% di storie a me affidate. La prossima mi piacerebbe per aria, sulle montagne dell'Himalaya (o anche Cascine di Buti, va bene lo stesso).
Purtroppo, il PIANO esige il suo tributo di sangue, e anche questo mese la produzione vernacolare sarà, ahimè, dimezzata. Non vi dico quale serie salterà nel numero di maggio, ma solo che Marco Ferri non sarà contento.
Ma si sa, DE SCIO' MAST GO ON, come dicono in Ungheria.

29 marzo 2007

Le vittime del PIANO























Domanda: cosa c'entra Paolo Migone con Michele Strogoff?
UN CAZZO, diranno i miei piccoli lettori. E avete ragione. Ma in piccolissima parte c'entra, e vi spiego perché.
In vista della realizzazione dell'albo per la Francia, ho dovuto convocare d'urgenza un vertice fra le mie molteplici personalità, vertice che ha generato un PIANO DI ORGANIZZAZIONE GENERALE per affrontare il nuovo impegno. E' stata una riunione combattuta e a tratti drammatica, sono state minacciate defezioni e sono volate parole forti, ma alla fine si è raggiunto un accordo di massima. Il PIANO prevede (tra molti altri altri punti):
  • la reclusione volontaria agli arresti domiciliari per mesi dieci (10), al fine di poter portare a termine tutte le scadenze;
  • l'acquisto di carta, pennelli e pennarellini in numero sufficiente a non dover tornare a comprarli una volta esauriti;
  • la raccolta preventiva di materiale iconografico, grazie anche e soprattutto a voi, miei eroi;
  • il reperimento di musica in quantità sufficiente a saziare la mia ricerca di stimoli, a discapito dei coglioni dei vicini;
  • il ritardo della barbitonsura solo quando cominciano a trovarci alloggio le cimici;
  • la drastica riduzione delle docce, inutile perdita di tempo;
  • la drastica riduzione delle seghe, necessario sacrificio;
  • la chiusura delle telefonate entro i due minuti;
  • l'eliminazione totale dei lavoretti collaterali.
I lavoretti collaterali sono disegni, illustrazioni, vignette e così via, per manifesti, dépliant, copertine, ecc... ecc... e che relizzo nei ritagli di tempo. L'anno scorso un'attività di Livorno si mise in testa di fare una campagna pubblicitaria con tre o quattro caricature di personaggi legati alla città, e chiese a me di fare i bozzetti dei nomi da loro scelti. Fra tutte le personalità legate a Livorno, Modigliani, Fattori, Mascagni - non ultimo Carlo Azeglio Ciampi - scelsero Paolo Migone.
Scelta a parte, quello in alto era il mio disegno, e il cerchio si chiude (in tutti i sensi, anche perché poi della campagna pubblicitaria non ne hanno fatto più nulla).

16 marzo 2007

Chi mi conosce
















Chi mi conosce sa che sono un ingordo di prima categoria. Poi, come mi capita sempre dopo aver partecipato a cene spaventose, ripago l'abbuffata con rotoloni nel letto, fortori, automaledizioni e la promessa solenne di non farlo mai più (valida fino alla cena successiva, foss'anche l'indomani).
Mi è successo lo stesso anche con l'amico Giovanni Rigano, che parlando con Frédéric Brémaud, lo sceneggiatore francese con cui lavora e che cercava un disegnatore dal tratto realistico, gli ha fatto il mio nome. E' andata in porto, e ringrazio infinitamente Giovanni, ma ora la ciccia al fuoco è davvero tanta, e sono a rischio fortori nella notte.

Chi mi conosce sa che pur di pubblicare in Francia, vero e proprio Eden del Fumetto, sarei
perfino tornato a fare il chierichetto (forse); per questo quando mi è stato proposto di realizzare un albo di 46 pagine ho avuto un'improvvisa amnesia del tempo che ho a disposizione.
Di cosa si tratta. L'albo farà parte di una collana di una cinquantina di titoli, tutti adattamenti a fumetti di romanzi di fine '800: opere prestigiose come "Guerra e Pace", "I miserabili", "Delitto e castigo", ecc... ecc...

Chi mi conosce sa che - se posso - conservo un'anima zuzzurellona anche in momenti topici. Per questo, quando mi hanno messo sotto il naso il ventaglio di carte da scegliere, una dozzina di titoli in tutto, ho ceduto alla nostalgia e ho estratto il mio asso di cuori.
Michele Strogoff!
Forse molti di voi non ne hanno mai sentito parlare, ma se c'è qualche vecchio bav... no, cioè, qualche giovanotto
come me, un po' più otto che giovan, si ricorderà il mitico sceneggiato del 1976 con Raimund Harmstorf, attore dal nome facilmente pronunciabile ma con un solo difetto: è morto.
E, sì, è anche l'antagonista di Bud Spencer in Lo chiamavano Bulldozer. Ma non divaghiamo.
























Il mio è un disperato appello: la vicenda ha luogo fra il palazzo imperiale dello Zar Alessandro II e la Siberia, fra i Tartari cenciosi ma cattivi. Questo vuol dire: cavalli,
costumi tartari del XIX secolo, paramenti tartari di cavalli (del XIX secolo), la Irkustsk del XIX secolo, cavalli, i costumi delle guardie russe del XIX secolo e quelli della gente comune, le uniformi, le carrozze, gli arredi urbani, cavalli, gl'interni dei palazzi nobiliari e quelli del popolo.
E un'altra cosa: i cavalli.
Io lo sceneggiato del '76 ce l'ho (va bene, Ronson, quando ci si rivede te lo passo, o si riguarda insieme), ma qualsiasi aggiunta da voi fornita sarà graditissima e d'indiscutibile ausilio. Specie per i costumi!
Ringrazio tutti in anticipo, anche quelli che mi andranno nel dighedòghe.

In alto, una vignetta tratta dalla mia tavola di prova. Michele Strogoff non si vede benissimo, ma mi sa che assomiglierà un pochino a Raifurl Harfnorrrl. Sotto, Raimus Hasftroll.


03 marzo 2007

Redivivo, vivo e rido.












Cari amici, vi anticipo: sono assente da un po' perché quel che temevo da ormai diversi mesi si è verificato: i vergognosi ritardi accumulatisi per lo sviluppo dell'albo di Martin Mystère, ora me li ritrovo tutti sul groppone, e entro la fine di aprile devo disegnare qualcosa come 52 tavole, matite e chine. Più la ricerca della documentazione. Più Luana, Don Zauker, Nedo e copertina Vernacoliere. Più, più, più, come cantava l'adagio del Crodino.
Quindi, guardate un po' di compatirmi, razza d'ingrati, invece di bubbolare.
Carogne.
Ma io vi amo, lo sapete, e vi ringrazio pubblicamente, tutti voi, per gli scappellamen... no, cioè, per gli attestati di stima e i bei complimenti che avete inviato a me ed Emiliano per il tanto agognato cross-over Luana-DZ. Su cui è doveroso spendere due parole.

Dovete sapere che quando ci siamo incontrati per scrivere la storia, io ed Emiliano ci siamo accorti ben presto che invece di un paio di episodi sarebbe venuto fuori una seconda Treccani (appunto: Luana, Maicol, DonZa), tutta di minchiate. Se ci fate caso le due storie sono strippate, compresse in francobollini e con un paio di buchi. Ma pagine in più non ci sono state concesse, quindi, o bere o affogare.
Noi s'è bevuto (con RUTI annessi), ma l'inquietudine è rimasta; il rammarico di aver pensato cose inimmaginabili, intrighi internazionali, background da paura, e non aver potuto realizzarli è insostenibile.

Da qui la decisione ferma, netta e decisa come nostro solito: FORSE si farà un albo con TUTTA la storia. Un crossoverone dilatato, ricco di dettagli, spiegazioni, sospetti, insinuazioni e chi più ne ha più ne metta.
Anzi no, sennò non basta nemmeno un albo a sé.

Dimenticavo: novità in vista...

Nell'immagine, Martin e Java che:
- dopo l'irruzione di Ruini nella Sala del Congresso,
- la fuga rocambolesca per le vie di Tirgoviste a bordo di un carrello della Lidl,
- la vittoria a rubamazzo contro Godzilla,
vanno finalmente a comprare le sigarette.

13 febbraio 2007

Gemellaggio





















Tempo fa qualcuno (mi sembra il sempre solerte Danielino Melato) mi inviò quest’immagine.
Ora, manie di protagonismo a parte, oggettivamente non è difficile riconoscere Maicol nel logo di questa scatoletta. E’ impressionante. Perfino la capigliatura è identica: ciuffo orientato verso la nostra destra e sbuffo di capelli in alto. Un’incredibile coincidenza, che merita di essere approfondita.
E allora mi rivolgo a voi, o amici che girate il mondo (sì, ma sulla poltrona, ingobbiti davanti a internet): c’è qualcuno che conosce questo prodotto? Venitemi incontro: come faccio a non sapere cosa contenga la scatoletta in questione? Io sono qui che m’immagino omogeneizzati alla carne di lupo, o – perché no – bocconcini per lupi ai feti di bimbo, cose del genere.
Se così fosse, ne sarei davvero fiero.
E allora via, parte la caccia! Il primo di voi che saprà dirmi il nome del prodotto vincerà una preziosissima collezione di calli di prosciutto, da intrecciare finemente per adornare la fronte dell’amata (o la propria, nel caso sia una vincitrice).

02 febbraio 2007

Randevù.







Ebbene sì, martedì 6 febbraio alle ore 18,00, l'ultima presentazione dell'albo di Don Zauker si farà alla Feltrinelli di Firenze. Ora, visto che il messaggio promozionale lo trovate sui blog dei Paguri e di Davide Barzi, evito di ripeterlo perché è venuto a noia perfino a me.
Ma ci tengo a sottolineare la mia felicità che Davidino - novello Sassaroli - mandi allegramente a fare in culo lavoro, impegni, appuntamenti e scenda dalla lontana, fredda, brumosa però inospitale Pavia apposta per fare da presentatore/mediatore all'incontro. Questo è l'unico motivo per il quale è strettamente necessaria una forte affluenza di pubblico.

Non dico per me ed Emiliano Pagani, no, no, ci mancherebbe. Figuriamoci.

Dico perché uno che fa 7800 chilometri per una puttanata del genere va premiato a dovere con affetto e riconoscenza. Quindi, signore, signori, che il tardo pomeriggio del 6 febbraio non vi veda occupati in inutili scarpinate all'Oviesse, in fila sulla variante, in palestra nel vano tentativo di smaltire quella ciambella di lardo, in visita ad una vecchia zia cirrotica, ad accendere un cero alla Madonnina della torpedine, in fuga dagli orsi nei boschi della Garfagnana, a pagare la rata del canapè, dal carrozziere per il paraurti della cabrio, perdio, NO!

Il 6 febbraio staccate, allontanatevi da tutto e afferrate la vostra vita fra le mani, rapite la persona che amate, guardatevi negli occhi e - con fare deciso ma tenero - riaccendete la passione!

Portateli a vedere BARZI, CALURI E PAGANI ALLA FELTRINELLI!

E 'sti cazzi.

24 gennaio 2007

Finnegansuéic

Uh, già, ma io ho un blog!!!
Ah, ehm, allora si diceva... No, niente, è che... hai visto, no? Alle volte uno si fa prendere la mano e pensa ora di vi', ora di va', ma poi alla fin fine - in fondo in fondo - chi ce lo fa fare?

No, ecco, parliamone un attimo.

Spesso si sente dire certe cose, che poi tutto sommato... per esempio, anche il fatto di - non so - come alla televisione, dove tutti fanno, fanno, fanno, e per cosa, poi? E allora è meglio non pensarci, anche perché, diciamolo, via! E' l'ora di finilla, e voi sapete di cosa sto parlando. Facciamoci un bell'esamino di coscienza, così vedrai si fa du' risate.

E d'altronde, cosa volete, ormai le cose stanno così, un giorno va in una maniera, un giorno va in un'altra... ma se si tira le somme, a essere onesti, si vede che prima o poi i conti tornano. E allora...
Certo, se ne sente tante e poi tante che uno dice pellamordiddio, vero, e non gli si può dare torto. Se non altro per rispetto.
Voi mi capite.

Però se c'è un cosa che non va bene, è che se ne parla poco. No, no, non c'è da scherzare, su questo punto, dico sul serio. Perché un conto è se le cose le fai in un modo, un conto è se invece pensi di... 'un mi fate parlà, via. Tanto, ormai...

Per questo, se si va a ben vedere, è proprio così.

Voi cosa ne pensate?

03 gennaio 2007






















Con sensibile ritardo, buon anno a tutti.
Poco prima di Natale avevo ricevuto un'email da Sergio Rossi, factotum dell'editoria a 360° (centigradi). Collaboratore anche del mensile "Mucchio Selvaggio", Sergio era stato contattato dal direttore della rivista perché per il numero di gennaio, che avrebbe contenuto un servizio sulla pedofilia fra i preti, voleva l'immagine di un pretaccio dall'aria losca, in cui fosse evidente l'ombra del vizio. Il buon Sergio non ha avuto dubbi, e lo ha messo subito in contatto con me.
E' venuta fuori una cosa abbastanza sobria, adeguata ai tempi e adatta a festeggiare il 30° anniversario della rivista. Mi compiaccio con Max, il direttore del "Mucchio", che nonostante le ritrosie di tutta la redazione ha voluto che l'immagine di copertina che gli avevo fatto rimanesse inalterata.
Viva Max.
Di questi tempi, dove per certe cose "non sta bene", non è roba da poco.
Piccola curiosità: dentro avrebbe dovuto essere pubblicata anche una storia di Don Zauker che invece, visto che mancavano pochissimi giorni alla messa in stampa, non ha trovato spazio. Per l'occasione avevo scelto l'episodio XXII, quello con un protagonista che tutti voi conoscete. Vabbè, sarà per la prossima volta.
A chi di voi fosse abituale lettore della rivista, dentro ci trovate anche un' intervista che hanno fatto al sottoscritto. La segnalo non tanto per vanagloria, quanto piuttosto per una rarità: una volta tanto, non ho detto cappellate a raffica, gratuite e prive di senso.
Almeno, non intenzionalmente.

26 dicembre 2006

La pompa e il pavone




















E vai, anche per quest'anno Natale è andato. Dopo una breve pausa per l'immersione nel limbo dei bagordi e dell'effervescente Galeffi®, ho provato a ricollegarmi alla dura realtà, tentando la carta del TG2. Di solito il TG2 dà un paio di notizie di pubblico interesse, per un totale di cinque minutini scarsi di informazione (comunque pilotata), e i restanti venticinque li utilizza per sfornare MINCHIATE SPAVENTOSE.
In genere si tratta di roba tipo una pioggia a Campobasso, una cassetta dell'Enel distrutta dai vandali, un centro benessere, moda, cani, papa, zanzare e soprattutto qualcosa successo a Londra. Abitudini di agenti d'assicurazione inglesi, interdizione al lavoro di hostess col crocifissino inglesi, passatempi inglesi, gossip inglesi. Oggi, per esempio, un interessantissimo servizio su una catena di cessi pubblici di lusso (inglesi).
Senza contare, ovviamente, i servizi sulla Famiglia Reale. Qualcuno mi dica quanto paga l'Inghilterra per imperversare nei nostri TG! No, davvero, se c'è uno di voi che ha conoscenze in RAI, indaghi e mi dica in confidenza perché ci liofilizzano la sacca scrotale con i Reali inglesi e non, per esempio, con quelli belgi, o - che so - svedesi, danesi, norvegesi (di cui, comunque, c'importa una grandissima sega, sia ben chiaro). FUORI LA CIFRA ESATTA! Per curiosità, mica per altro.
Ma la mia amarezza non è dovuta tanto a dove fanno la caccona in Gran Bretagna e come dopo si lucidino l'occhiello. No, no. Lo sgomento - quasi depressione - di oggi è causato da una notizia, data nello stesso giorno del secondo anniversario dello tsunami di due anni fa nel sud-est asiatico, che causò 230.000 morti: un pavone si è innamorato di una pompa di benzina.
Ora, ne succederanno di cose non dico tanto nel mondo, che è grossino, ma anche solo nel nostro Belpaese? Boia, se ne succedono. No: un pavone che si è innamorato di una pompa di benzina.
Con tanto di servizio (televisivo, no della poNpa).
Bimbi, che fine...

21 dicembre 2006

Buone feste




















A tutti voi, che possiate celebrare una felice nascita del bambin Gesù (dopo soli 17 giorni di gestazione) e un capodanno all'insegna dello stranguglione.
Buon Geffer a tutti,

Daniele

15 dicembre 2006

Serate trendy


















L'inverno che ci aspetta è lungo e palloso. Ci sono ottimi metodi per sopravvivere alla monotonia: oltre ad accoppiarsi più o meno selvaggiamente si possono organizzare gitarelle fuori porta, cene con amici, scippi alla fermata dell'autobus, blitzkrieg negli ospizi, ruti a teatro.
Quest'anno io aggiungo anche i Licaoni Fat Show, l'appuntamento più ggiòvane dell'inverno labronico, e le presentazioni dell'albo di Don Zauker.

Tutti quelli che non avessero idea di cosa fare stasera, domani e domenica 17 dicembre, VENGHINO al Fuori Centro, in via Grotta delle Fate, alle ore 21,30, dove andrà in scena l'ennesima performance dei Licaoni, dal titolo il Betacaronte. E' un appuntamento che pubblicizzo da quando esistono, ma questa volta - con vago conflitto d'interessi - in maniera più sentita, in quanto comparirò anch'io sul palco insieme a loro. Si tratta di uno spettacolo formato da sketch e filmati comici messo in scena da attori davvero molto bravi (loro, io vado solo a fare il cretino) e in più verranno proiettati gli spot che, con Emiliano Pagani, abbiamo girato per il Don Zauker Talk Show. Chi se li fosse persi, o li volesse far vedere anche alla nonna, può farlo lì.

Martedì 19 dicembre, invece, io ed Emiliano Pagani saremo a Padova, ospiti della libreria Ombra Rossa, recentemente impegnata a riallestire la vetrina, sfasciata da alcuni gentiluomini con idee sbarazzine. Lì cercheremo di illustrare ai 12 intervenuti i motivi che ci hanno spinto ad intraprendere una serie a fumetti agiografica, per narrare le gesta di quello che molte persone considerano già un santo. Sarà una bella occasione per festeggiare il buon andamento dell'albo, diffondere in Terra di Veneto un po' di spirito toscano, nonché celebrare debitamente la nascita del Bambin Gesù. ACCORRETE NUMEROSISSIMI!

Certo, Padova rispetto a Livorno è un tantino fuori mano, ma oggi come oggi, con la benzina più economica, e le ferrovie in eccellente stato, fare qualche centinajo di chilometri cosa vuoi che sia!

09 dicembre 2006

Ronson






















Cari amici, poco fa mi ha chiamato Ronson I, Sua Maestà il Re dell'Isola d'Elba, per importantissimi ragguagli intorno a trame che si snodano tra gli umani destini. Ma mi ha anche confessato che, pur visitando spesso questo blog, non se l'è mai sentita di partecipare: gli è sembrato troppo specialistico, troppo specifico per fumettari e lui si è sentito inadeguato.
Ora, secondo me dopo che hanno dato la possibilità di scrivere e parlare pubblicamente ad Antonio Socci, ognuno può dire che cazzo gli pare a giro per il mondo, e senza vergogna.
Ma non è questo il punto.
A parte il fatto che TUTTI quelli che si avvicinano a leggere queste righe dovrebbero lasciare commenti;
che si cerca di ragionare di tutto un po';
che un Reale gode del privilegio di libero accesso ovunque e comunque;
che oltretutto Ronson I può apportare numerosissime argomentazioni su qualsiasi campo dello scibile;
c'è una cosa che mi amareggia più di tutte. Ed è che Ronson è un personaggio dei fumetti. Chi più di lui ha diritto di intervenire?
Via, amici, fatelo sentire a casa sua!
BENVENUTO, SIRE!

30 novembre 2006

Cane e gatto (+conigliolo)






















Da anni il Regno Unito fa scuola sfornando i fumetti più all'avaguardia in Occidente, innovativi per un sacco di ragioni opinabili, certo, ma nemmeno più di tanto. A partire dal genio assoluto di Alan Moore, Re Mida del fumetto, per proseguire con Neil Gaiman, Garth Ennis e tutta una nuova generazione di autori che hanno contribuito a sdoganare la nona arte dal ruolo di lettura per l'infanzia, i fumetti più originali, dirompenti, coraggiosi, nel Vecchio Continente vengono prodotti - purtroppo - soprattutto in Gran Bretagna.
Tra questi autori ce n'è uno di cui si parla un po' meno degli altri, ma che secondo me, nelle sue allucinazioni psichedeliche, sfiora vette di genio.
Grant Morrison.
Uno sceneggiatore per lavorare col quale darei uno stinco (di maiale).
Voglio dire, fra fumettisti o appassionati in genere si parla spessissimo - e a ragione - di capisaldi del calibro di Watchmen, V for Vendetta, Sandman, Preacher e via dicendo. Ma mai che senta parlare di una miniserie come Invisibles "...Una miscellanea di politica, sub culture, lisergia, fantascienza, fisica quantistica, gnosticismo, anarchismo, situazionismo, complotti governativi e magia. Morrison narra le avventure di un gruppo di anarchici situazionisti che lottano segretamente contro gli Arconti, un gruppo di alieni che da anni manipolano la realtà grazie all'aiuto dei governi di tutto il mondo" (da Wikipedia)
Qualcuno ha letto Invisibles? Conosco un paio di persone, ma non penso che la Magic abbia stampato una serie per tre lettori!
Comunque, l'ultimo fumetto di Morrison pubblicato in Italia è We3, che ho letto da pochi giorni.
Che bellezza.
Una storia semplicissima, se vogliamo anche banale nel soggetto, ma scritta da paura. Tre animali, un cane, un gatto, un coniglio, trasformati in laboratorio e potenziati per fare di loro altrettanti soldati ipertecnologici. Al momento di doverli eliminare, le cose si complicano.
Dialoghi rarefatti, spesso assenti del tutto; scansione grafica e impaginazione delle vignette da urlo, con soluzioni impensabili; giochi paralleli di sguardi; azione e riflessione.
E poi la trovata dei dialoghi fra i tre animali, assolutamente geniale per come è stata pensata e per come riesce a differenziare perfino la psicologia degli improbabili personaggi.
Un piccolo capolavoro.

26 novembre 2006

Adieu






















Ciao, Perozzi.

19 novembre 2006

Puff... Pant!


No, no, non mi hanno rapito i ribelli ceceni. E' solo che di ritorno da Verona, per riuscire a consegnare la triade NedoLuanaDonZa mi sono costretto all'ennesima autocarcerazione. Ma ne son venute fuori due storie credo interessanti: un bel messaggio di Natale, ricco di speranza e saggezza, da parte del sacerdote più amato degli ultimi tempi; e per quanto riguarda la bebisìtter, il ritorno di Maila.
A Verona è andato tutto molto bene: abbiamo parlato per più di un'ora della fantastica condizione della Satira in Italia, dell'invidiabile libertà di pensiero e d'informazione del Belpaese e di come il Vernacoliere si colloca da decenni in questo contesto. Proiettore alla mano, grasse risate per le locandine e i fumetti, applausi e copie acquistate. Un ragazzo che gestisce una libreria a Padova si è interessato per diventare punto vendita del Vernacoliere. L'espansione in Terra Veneta è cominciata.
Verona. Che dire, è una splendida città, molto ricca, ed è divisa in due dall'Adige: da una parte il centro, con l'Arena, la mostra del Mantegna, la cattedrale e il terrazzino di Giulietta impestato di scritte, ciuinga e mostruosi disegni di cazzi; dall'altra Veronetta, da alcuni ribattezzata "Negronetta" con giuliva invenzione linguistica.
A Veronetta infatti vivono molti extracomunitari, gli stessi che contribuiscono alla ricchezza del leggendario Nordest nelle fabbrichètte di turno. Ma - come mi hanno pazientemente spiegato i ragazzi del CSOA - in centro prosperano torme di NEONAZISTI che sfoggiano con orgoglio svastiche, spilline di croci celtiche e altre amenità, e che periodicamente si organizzano per fare ronde allo scopo di salutare e ringraziare affettuosamente gli stessi extracomunitari.
Un centro sociale in quel contesto ha davvero vita difficile. Gli spregi ai danni della struttura si sono susseguiti ripetutamente nel tempo e, con le amministrative imminenti praticamente già vinte dalla Lega, lo sgombero e lo smantellamento sono praticamente già decretati.
Ringrazio ancora Emanuele, lo Zanna e i ragazzi del CSOA La Chimica e auguro loro di trovare presto un altro posto dove poter continuare ad aggregarsi, a scambiarsi opinioni, a diffondere controinformazione, ad organizzare incontri, a suonare, a conoscersi, a proporre un'idea diversa.
Casomai, vengano al Godzilla.

09 novembre 2006

Giulietta, Romeo e Don Zauker


Ok, lo ammetto, il trio è inedito, ma c'è un motivo. Sabato 11, alle ore 18,30, presso il CSOA La Chimica a Verona, presenterò l'albo di Don Zauker. L'invito mi è stato fatto dagli organizzatori di "BRUTTI CARATTERI - IL MEGLIO E IL PEGGIO DELLA PICCOLA EDITORIA INDIPENDENTE, IMPENITENTE, INDISPONENTE", rassegna sull'editoria indipendente giunta quest'anno alla terza edizione, per un dibattito sulla satira in Italia.
Sono cosciente del fatto che il visitatore di questo blog più lontano viene al massimo da Donoratico, ma se fra oggi e domani si avvicinasse qualcuno che vive da quelle parti, è il benvenuto. Cioè, no, siete tutti i benvenuti, anzi, fosse per me... non volevo fare discriminazioni, è solo che, cioè, mi dispiacerebbe che faceste tutta quella strada per... vabbè, ormai l'ho pestata.

Per info: http://www.circolopink.it/brutticaratteri06.htm

06 novembre 2006

Lucca 2006


















Ebbene sì, come qualcuno di voi ha già saputo, quelle cosine di cui accennavo prima di Lucca erano vere, e ancora stento a crederlo.
Vabbè, la faccio breve: ho vinto due premi enormi: il Gran Guinigi come Miglior Disegnatore e il Premio Fumo di China come Miglior Autore Completo nella categoria Fumetto Umoristico.
Il primo è l'Oscar del Fumetto in Italia.
Il secondo, dato dalla principale rivista italiana di critica del fumetto, per me è ancora più importante perché è l'unico premio che non viene deciso da una giuria, ma dai lettori. C'è una giuria migliore?
Che dire, sono frastornato, non me lo aspettavo davvero, visto che - fosse per me - quei premi dovrebbero vincerli sempre i soliti sette o otto maestri.
Quindi, grazie a tutti, a quelli che direttamente o indirettamente mi hanno sostenuto e continuano a farlo.
Grazie a voi, che siete accorsi a Lucca come l'Orda d'Oro di Gengis Khan per assaltare il nostro stand e depredarlo delle copie di Don Zauker al di sopra di tutte le aspettative. Qualcuno di voi, fra un disegno e una fugace stretta di mano, mi ha detto cose bellissime, ripagandomi di un anno di eremitaggio sopra fogli bianchi da riempire. Da oggi lo farò con gioia maggiore.
Tutto bellissimo, troppo bello.

Tanto che tutto questo post l'ho scritto con una mano sola.

28 ottobre 2006

Ingordigia

Amici, quando ho aperto questo blog volevo fare il guappino e lasciare tipo un commento al giorno. Per dire cosa, poi...
Ma, da vero ingordo di tutto quale son sempre stato, ho messo troppa carne al fuoco e ora m'arrangio e faccio le corse fra un'automaledizione e un salmo a S.Gianfranco vergine.
In questi ultimi giorni ho anche ricevuto un paio di notizie che però aspetto a dare per fondate, perché mi sembrano inverosimili. Non ne parlo ancora, un po' per scaramanzia, un po' per creare suspense e - diciamocelo - un po' perché temo v'importi una sega.
Niente di eclatante, per carità, ma a me farebbe indubbiamente piacere. Se dovessero verificarsi scriverò comunque qualcosa, per condividere la mia gioia con voi, come faccio con gli amici quando mi capita qualcosa di bello.
In caso contrario, chiudo tutto e m'ammazzo.
Senza prenderla male, però.
Che le mie ceneri, come da mie volontà di sempre, vengano sparse ne' flutti del mar di Calafuria, acciocché - rapite dall'impeto delle maree - cavalchino le correnti, s'impongano su gorghi e mulinelli, s'adagino sugli eburnei fondali e, se ciò culo, si congiunano con quelle di Moana Pozzi.
Ame.

21 ottobre 2006

Toscani


















Io ho sempre letto una marea di fumetti. Da qualche anno ho uno spacciatore di fiducia che mi rifornisce di roba di prima scelta. Il suo nome è Bruni, Mauro Bruni, il gestore di Comics & Dintorni, in via Bocci a Firenze (dico tutto questo solo perché spero in uno sconto nella prossima mandata).
Il negozio è bello, arioso, fornitissimo di tutto un po', senza contare che i gestori sono anche lettori, e quindi ci si può conversare amenamente sulle ultime uscite, spaziando dai fumetti Vertigo ai francesi, agli argentini, ai manga, oppure rivangare i grandi classici, dalla saga dell'Incal, al duo Clarke & Kubrick, al primo Ken Parker, al Tromba.
Ma io ci vado solo e unicamente perché Maurone è il sosia del gestore del negozio di fumetti dei Simpsons.
Uguale preciso.
Maurone ogni tanto pubblica graziosi libretti che generalmente raccolgono vignette di autori toscani, realizzate su un particolare argomento: fa un giro di telefonate, dà una scadenza che puntualmente viene disattesa dal 96,8% dei disegnatori, dà alle stampe all'ultimo minuto e alla fine riesce incredibilmente a realizzare un albo, che poi cerca di far girare il più possibile.
L'ultimo, Toscani in una tavola, è riuscito a farlo arrivare addirittura a Barcellona, so una sega come ha fatto. Ma tant'è.
Tutto questo per dirvi che a Lucca Comics 2006 il prode pusher presenterà l'ultimo di questi libretti, che sarà ancora sui toscani e la toscanità, ma di cui non conosco ancora il titolo. Mi ha detto solo che avrà la mia vignetta in copertina.
Conto in un'altra esposizione all'estero, che so, in Africa, nel lontano Catai, gli States.
O, perlomeno, a Pontida.