23 febbraio 2009

Latito...




















...è vero.
Ma ho un motivo valido.

25 gennaio 2009

38


38
è la febbre che avevo fino a 2 giorni fa.

38 è il numero civico di quando stavo dai miei.

38 è anche il civico della Bonelli, a Milano.

Grazie a RTV 38, da bimbo, ho conosciuto e fagocitato quintali di cartoni animati giapponesi.

Il Lockheed P-38J Lightning era un caccia pesante bimotore statunitense.

Uno dei Decreti Legislativi più disattesi è il n. 38 del 23 febbraio 2000, quello sulle
"Disposizioni in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, a norma dell'articolo 55, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144"

38 luglio è uno dei capolavori degli Squallor.

Nel canto 38 dell'Orlando Furioso, Astolfo torna dalla luna e se ne va in un villaggio vacanze in Etiopia.

Nel '38 quel mattacchione di Orson Welles trasmette per radio l'annuncio di un falso attacco alla Terra da parte degli extraterrestri, facendo cacare addosso quei boccaloni dei suoi connazionali.

La taglia n. 38 è quella dichiarata fuorilegge dal Governo Zapatero nell'aprile del 2006.

La n. 38 è la bellissima sinfonia di Wolfgang Amadeus Mozart detta “di Praga”.

La strada statale SS38 collega Colico a Bolzano, in un percorso che forma la Valtellina.

I fiori di Bach sono 38.

La Walther P38 è una pistola che fa la bua alle persone.

L'Art. 38 della Costituzione tutela l'assistenza sociale per gl'inabili al lavoro, gl'infortunati, gl'invalidi, i disoccupati e gli anziani.

38 sono gli albi della serie a colori di Akira.

Per la smorfia, il 38 corrisponde alle botte.

38° parallelo: missione compiuta è un film del '59 con Gregory Peck

Nell'anno 38, l'imperatore Caligola fa uccidere Tiberio Gemello. Nello stesso anno gli muore anche la sorella e Caligola, che è un buontempone, la divinizza come "Diva Giulia" per schernire Giulio Andreotti, suo coetaneo.

38 è anche il numero atomico dello stronzio.

08 gennaio 2009

Terzo:






















Buon anno a tutti.

Come sapete, una banda eterogenea di predoni assemblata alla bell'e meglio sta organizzando l'assalto alla diligenza dentro la quale stiamo tutti, con l'obiettivo di cambiarne alcune parti per renderla più malleabile e adatta ai propri loschissimi scopi.
Per carità, la diligenza ogni tanto va spolverata, una controllata alle ruote, una lucidatina agli ottoni, cose così; chi l'ha costruita l'ha progettata bene, in modo che resistesse nel tempo egregiamente. I predoni invece vogliono intervenire pesantemente, eliminandone o sostituendone parti importanti, nel silenzio di tanti collaboratori che si fingono avversari, e che pensano di ricavare dall'operazione un loro utile.

Questa diligenza, neanche a dirlo, si chiama Costituzione della Repubblica.

Per questo quando ho ricevuto la chiamata ho accettato subito. Mi è stato chiesto di partecipare alla Costituzione Illustrata, una mostra che si terrà a Bologna dal 13 al 26 gennaio nell'ambito delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Carta. Gli altri autori sono Lorenzo Mattotti, Tanino Liberatore, Vittorio Giardino, Giuseppe Palumbo, Carlo Ambrosini, Davide Fabbri, Guido Scarambottolo, Paolo Bacilieri, Gabriella Giandelli, Alberto Pagliaro, Michele Benevento, Sergio Ponchione, Marco Corona.
A me è stato affidato l'Art. 3, e questa qui sopra è la mia interpretazione.

Chi passasse da Bulagn in quei giorni tenga presente l'appuntamento. Magari non è granché per salvare la Costituzione e debellare i predoni (figuriamoci), ma è comunque un segnale. Più di così è difficile.
D'altra parte, noi siamo quelli che si fa i disegnini.

Maggiori informazioni su ComicsBlog.

13 dicembre 2008

300, e senza Termopili.






















Alla fine il BVZM è arrivato al 300esimo numero che - coincidenza folle - coincide con la 400esima storia se si contano anche speciali, albi maxi, almanacchi, spin-off, varie ed eventuali! Spumante, candeline e moccoli spenti, trombe e fanfare per un'avventura che dura da 26 anni.
L'albo è in edicola da un paio di giorni, almeno qui nel Granducato. Sceneggiato da Carlo Recagno, si divide in sette episodi introdotti e conclusi da un ottavo, che fa da cornice, e ognuno di essi è realizzato da un disegnatore diverso, tra cui il sottoscritto.











A parte l'onore di aver preso parte ad un appuntamento così importante e di condividerlo con mostri sacri del fumetto italico, la cosa assume una rilevanza per me ancor maggiore, probabilmente inedita. Già, perché l'episodio che mi è stato assegnato è una storia d'amore.
Dopo aver ricevuto la sceneggiatura ho capito subito che si trattava di una prova: era sotto severo esame la mia capacità di resistere alla tentazione di sciupare atmosfere rosa, contesto e recitazione dei personaggi con cose triviali ma grottesche. E' stata durissima, giuro. Un cimento titanico, che credo però di aver superato quasi del tutto.

Dico quasi perché una cosina, in effetti, m'è scappata. Chi la individua non riceverà una sega nulla, però si può ritenere bravo e con l'occhio acuto.
Fra gli altri particolari, l'inserimento di Riccardone Burchielli in una vignetta e Harvey Keitel in un'altra.

Ultima nota: il Martin della prima vignetta di pag. 36 mi è stato ritoccato dalla redazione. Bah, secondo me ne ho disegnati di peggio, ma questo significa che devo ancora fare l'occhio e la mano al Detective dell'Impossibile (da disegnare).
Ad ogni modo, qui sotto ecco l'originale.

02 dicembre 2008

Nel Mucchio






















Da stamani in edicola potete trovare il Mucchio con una copertina natalizia, che ospita Don Zauker. Ed è ospitato anche all'interno del mensile, con una bella intervista che Andrea Provinciali fa direttamente al pio esorcista, pastore di anime (che spesso s'incula, come molti pastori leggendari con le loro pecore) e simbolo dei nostri tempi agitati. Si parla di satira, di minchiate e di massimi sistemi. Ma più di minchiate.

Sì, lo so, l'ho già scritto di là, ma non ho molte altre novità in questo momento. Certo, si potrebbe ragionare sul caso Villari; sull'opposizione del Vaticano all'abolizione, proposta dall'ONU, del reato di omosessualità (in concomitanza però con il boom della chat di preti pigliànculi); sul raddoppio governativo dell'iva a Sky, i novecentomila posti a rischio nel prossimo futuro e il troiaio della CAI. Ma noi siamo gente semplice, e ci affidiamo alle amorevoli cure del Signore, ché vedrai ci pensa lui.

Vedrai.

17 novembre 2008

Una volta per tutte






















AVVISO OT: venerdì 21 novembre io ed Emiliano Pagani saremo alla Libreria Piola a Bruxelles, alle ore 18,30, per la prima edizione all'estero del Don Zauker Talk Show e per presentare, oltre all'edizione francese del Nostro, anche l'uscita di "Secondo avvento". FINE AVVISO.

***

Qualche settimana fa fra i commenti al post "Nessun dorma (né tocchi Caino)", Claudio Brovelli mi rivolgeva una domanda che mi sono sentito fare più volte, sulla somiglianza di Don Zauker con una "comparsa" in un episodio di Torpedo. Ne ho già parlato in diverse sedi, sulla carta stampata e sulla rete, ma ovviamente non posso pretendere che le mie dichiarazioni siano state lette da chiunque.
Alla fine ne è nata un'intervista, pubblicata su Oemme.it e su Punto Informatico, e che ripubblico qui, un po' per cercare di definire la questione una volta per tutte, un po' perché nei siti citati l'intervista è stata orrendamente mutilata per coprire alcune presunte volgarità.
I temi abbracciati sono stati diversi, e alla fine è venuta fuori una cosina che potrebbe dare l'avvio a un dibattito interessante. A questo proposito, mi piacerebbe avere l'opinione di amici come Rrobe, Diego, Davidino, il Paglia, Riccardo, oltre ovviamente a tutti quelli che hanno da dire la loro.

***

Allora Daniele, il nostro "incontro" e' dovuto ad un commento che ho lasciato nel tuo blog: avevo notato una somiglianza tra Don Zauker ed un personaggio minore comparso sulle tavole di altri autori e tu, subito e con molta cortesia mi hai risposto chiarendo che questi autori tu li hai amati.


Guarda, giusto perché l'intervista prende le mosse da questo fatto, e visto anche che non sei l'unico ad aver notato questo particolare, cerco di fare chiarezza prima di tutto.
Abuli e Bernet, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore del fumetto Torpedo, sono tra i miei autori preferiti, se non addirittura I preferiti. Sorvolo sulle ragioni, le contingenze, le affinità elettive e tutto il resto per non farla pallosa; fatto sta che Torpedo coincide perfettamente con ciò che considero fumetto e non solo, e rappresenta uno dei capitoli principali della mia formazione professionale.
Da sempre ammiratore del tratto e del disegno della cosiddetta Scuola Argentina, ho cercato e sto tuttora cercando di trovare una mia sintesi partendo da quel modello.
Quando demmo vita a Don Zauker, io ed Emiliano Pagani buttammo giù alcune idee su come dovesse essere caratterizzato il personaggio: dato il taglio, doveva essere aguzzo, luciferino, scolpito nel granito; bozze frontali sporgenti, sopracciglia nere e folte, capelli bianchi, naso adunco, guance scavate e grinzose. Il primo risultato (verificabile negli episodi 1-5) era più un misto fra la versione spregevole del Giulio Cesare di Uderzo e l'agente Graves di 100 bullets, di Azzarello e Risso. Tutto ciò accade non intenzionalmente, ma per una concomitanza di stili. Se magari avessi prediletto lo stile franco-belga, la cosiddetta ligne claire, forse Don Zauker avrebbe ricordato che so, un vecchio John Difool, con i dovuti paragoni fra me e quel mostro inarrivabile che è Moebius.
Questo per dire che la somiglianza con padre Muster, il personaggio che effettivamente somiglia a Don Zauker, è non intenzionale, nel modo più assoluto; e d'altra parte - come noti tu stesso sul commento - trattasi solo di un personaggio che agisce nell'arco di poche vignette e poi muore. Semmai, intenzionale dal quarto-quinto episodio in poi, è la somiglianza con Torpedo stesso: se lo invecchi d'una quarantina d'anni, gl'infoltisci le sopracciglia e gl'imbianchi i capelli, otterrai Don Zauker.
E il bello si qual è? che sia Abuli che Bernet conoscono il mio esorcista, e gli è pure piaciuto! Non solo: Bernet in persona mi ha disegnato con dedica un piccolo Torpedo su un albo di Don Zauker.

Per cui partiamo con la prima domanda: Quanto e' importante per una persona creativa la possibilita' farsi ispirare da altre opere creative?

E' una domanda posta male. Primo per quanto riguarda il concetto di ispirazione, che prende le mosse dallo Sturm und Drang, si sviluppa lungo il romanticismo ed è storicamente superato.
La creatività, che si esprime attraverso un linguaggio grafico, letterario, cinematografico e via dicendo, è invece un flusso continuo di esperienze in cui s'inseriscono gli autori: i precedenti influenzano i successivi, i quali a loro volta svilupperanno una propria chiave d'espressione che, proporzionalmente alla sua efficacia, influenzerà parte di quelli che verranno dopo ancora.
E' una costante di tutta la storia dell'arte, e molto più prosaicamente il meccanismo è lo stesso per i mezzi di espressione e comunicazione moderni; per rimanere in tema, lo stesso Bernet parte dalle premesse di autori come Milton Caniff.
O, per estremizzare, che mi dici di Marcel Duchamp e dei suoi baffi alla Gioconda?

Quali sono le ascendenze di Luana o di Fava di Lesso?

Ripeto, non parto mai con somiglianze intenzionali perché lo trovo limitativo. Nel momento in cui dò corpo a un mio personaggio ho il solo interesse di far aderire quello che ho in testa con quello che realizza la mano. In realtà attingo da un campionario di tratti somatici che ho in mente, che ho osservato nelle persone incontrate negli anni e che di volta in volta mi hanno suscitato ilarità, sgomento, paura, rigore, severità, bontà e tutti gli altri moti dell'animo umano. A quel punto può venir fuori qualcosa che per ovvie ragioni può richiamare qualcos'altro, e a quel punto sta a me calcare la mano o allontanarmene. Nel caso di Fava di Lesso, dopo i primi episodi mi accorsi che assomigliava ad un mio amico di Pisa (sic), e lì ho davvero calcato la mano. E' uguale!
Per Luana e Maicol, invece, non ho riferimenti.

Ultimamente le majors si stanno "accanendo" contro la diffusione di contenuti coperti da diritto d'autore "totale". Sostengono di ricevere delle perdite enormi, ma non si capisce bene su quali basi, addirittura in Germania tali pressioni hanno fatto stabilire che google viola i diritti anche con il semplice utilizzo di google images, eppure molti autori sono contrari alla blindatura totale dei diritti e sostengono che la libera diffusione della riproduzione della loro opera sia, anzi, un bene. Tu che ne pensi?

Che non è altro che lo sviluppo delle teorie di Walter Benjamin nel suo "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". E vale anche per ciò che non è opera d'arte. In realtà anche al tempo dell'analogico era la stessa cosa: i vinili si potevano registrare su musicassetta e i libri si potevano fotocopiare. Non per questo i gruppi musicali e gli scrittori che valessero qualcosa sono andati in rovina.
Per quanto mi riguarda, quando ho saputo che molti dei miei fumetti erano scaricabili su Emule, sono stato contento. Ciò ha generato curiosità, affetto, e molti dei downloaders hanno poi acquistato gli albi. Il collettivo Wu Ming agisce intenzionalmente in questa direzione.
E poi, un fumetto scaricato non ha l'inebriante odore d'inchiostro... :-)

Credi che sia possibile per un creativo vivere delle proprie opere senza blindarle con licenze d'uso tanto restrittive come le attuali? In sintesi, l'autore (o il suo editore) che non si riserva TUTTI i diritti e' destinato a finire sotto un ponte povero e derubato?

Ecco, hai centrato il punto. E' chiaro che il prodotto d'ingegno deve portare un guadagno all'autore, altrimenti l'autore smette di farlo e per pagarsi il pane si dedica alla panificazione, alla carpenteria, alle missioni di pace con l'UZI, all'uncinetto, a qualcos'altro. Ma da lì a bloccare un'opera per 70 anni (è esatto?), coinvolgendo spesso anche gli eredi, e nell'ottica di alimentare un leviatano onnivoro come la SIAE ce ne passa. Il problema sono la tutela e il compenso del lavoro d'ingegno, in Italia davvero scarsi.
Ma il tema è gigantesco e in così poco spazio si banalizza troppo; resta inteso che si potrebbe aprire un bel dibattito, ipotizzando che so, forme a scaglioni, per cui oltrepassando tetti prestabiliti di compenso percepito si passa al regime Creative Commons. Ma si entra nel campo dell'utopia, credo.

Tu sei un disegnatore, che licenze usi?

Dipende dal tipo di contratto che mi viene proposto, quindi difficilmente le decido io.
Quando invece sono l'editore, oltre che l'autore, adotto il copyleft. Come nell'esempio del sito di satira donzauker.it, che curo personalmente insieme ad Emiliano Pagani.
Sappiamo che la libertà di licenza (da MIT a CC) e' possibile e consente degli introiti nel mondo del software (GNU/Linux) ed in quello musicale (Jammendo). Credi sia possibile applicare lo stesso modello di licenza anche a fumetti o a sceneggiature?

Boh, in questo sono parecchio ignorante, e non ho elementi sufficienti per stabilirlo. Anzi, se ti va dammi un paio di consigli!

Tutta questa voglia di controllo sulla rete e'necessaria secondo te effettivamente per tutelare i diritti intellettuali rubati e la sensibilità dei fanciulli o nasconde (neanche troppo bene) l'ansia che un strumento cosi duttile come internet provoca nel bisogno di sicurezza e ordine che ormai stagna nelle vecchie menti di governanti e multinazionali?

Ah, che invito a nozze.
Internet è l'anarchia. E' ancora il Far West, è la tecnologia che non si può più arrestare e che si ritorce contro le istituzioni perché progredisce più velocemente di loro. Faranno di tutto per imbrigliarlo, senza capire che così potranno solo creare danni e disordini. Come in ogni epoca di grandi cambiamenti. Alla fine del '700 sulla ghigliottina cadde la testa di Maria Antonietta.
Un giorno magari toccherà alla Warner.

Nuove concezioni del diritto d'autore, banche che saltano come tappi di champagne, petrolio alle stelle ed in via di esurimento, nuove forme di famiglia e sessualita' atipiche, siamo finalmente all'apocalisse? Ci si levera' di 'ulo tutti, ce li leveremo di 'ulo noi, o saran loro a levarsi noi dal 'ulo?

La risposta più coerente è: SO UNA SEGA.
Però è divertente ed eccitante vivere un'era di passaggio, no?
Possiamo solo guardarci indietro (e non solo per proteggerci il culo) per cercare di non ripetere gli errori del passato. Lo faremo noi, lo faranno loro, lo faranno tutti. Basta oltrepassare uno scoglio per molti insormontabile: ricominciare a ragionare col proprio cervello.

03 novembre 2008

Lucca 2008/2






















Caterve.
Questa è la parola che riassume meglio Lucca 2008. Caterve d'acqua rovesciate sulla città per i primi due giorni, a conferma della bella città come pisciatoio d'Italia; caterve di dediche consegnate alle altrettante caterve di lettori; caterve di risate in compagnia di amici che abitano troppo lontano, caterve di belle persone.

Complimenti innanzitutto a Dieguzzo e Massimo per i premi! Specialmente nel secondo caso (non me ne voglia il primo), era abbastanza vergognoso che non avesse ancora preso il Gran Guinigi; personalmente avevo dato per scontato che Massimo Carnevale avesse un deposito di premi tipo quello di zio Paperone, accumulati per farci i tuffi sopra.

Complimenti anche a Davide e Giovanni per il bel libro "Il teatrino delle bambole morte", ma piucchealtro per la scelta del personale a cui farlo presentare.

Come ogni anno, mi rode non aver potuto cazzeggiare quanto avrei voluto con gli amici passati a trovarmi; l'uragano di eventiincontricolloquipresentazionicenedisegni è una fantastica festa vampira di tempo, scusatemi, bimbi!

Ma alla fine gl'inevitabili difetti che una kermesse così imponente si porta dietro vengono cancellati dallo strascico dell'euforia. Lucca Comics è Natale: ci sono perfino gli scambi di doni, in questo caso albi a fumetti fra colleghi; altro che quel vecchio rincoglionito vestito di rosso della Coca-Cola.

Il dono più bello, quest'anno ce l'ha fatto Yildirim Örer, illustratore, copertinista e disegnatore - tra le altre cose - di Dago. Suo è il CAPOLAVORO qui sopra. E' piombato al nostro stand a declamarci passi del vangelo secondo DZ in preda all'orgasmo, confessandoci che se prima era una brava persona, pia, pacata, serena, ora il demone del nostro esorcista lo ha completamente posseduto. PERDONACI, YILDIRIM! E grazie ancora per questa dedica speciale!

Un grazie particolare anche a Valeria per il permesso macchina, e a Stefano e Paola per avermi fatto conoscere Rosinski e Sua Divinità François Boucq. Mi sdebiterò, giuro!

P.S. Sul numero 63 di Scuola di Fumetto, in edicola in questi giorni, c'è un servizio di 8 pagine su di me. Sono lusingato.

18 ottobre 2008

Lucca 2008



Mi accorgo che siamo quasi arrivati all'appuntamento con Lucca Comics dal drastico cambiamento del mio regime di vita: brodini caldi e pasta in bianco, poche uscite fuori casa e comunque ben coperti, non si sa mai, e a letto presto la sera. Ovvero, tutto ciò che possa diminuire i rischi di saltare la più importante manifestazione italiana sul fumetto.

Non sono l'unico ad essere affetto da questa sindrome preoccupante. So di gente che si astiene anche dal sesso (seghe incluse), affida eventuali animali domestici a canili o gattili (o nonni al ricovero) per evitare contaminazioni, passa la settimana precedente al poliambulatorio per un check-up generale e così via.

Come al solito, chi vorrà mi troverà allo stand del Vernacoliere, in Piazza Napoleone, giovedì 30 e venerdì 31 ottobre solo di pomeriggio, mentre l'1 e 2 novembre tutto il giorno (circa).
Colà potrà trovare anche Don Zauker - Secondo avvento, una raccolta indispensabile per gli amanti dell'umorismo arguto ma raffinato, sbarazzino ma rispettoso comunque del buon gusto.
L'albo in questione, introdotto da una prefazione di Diego Cajelli, raccoglie tutti gli episodi, dal 2006 ad oggi, del sacerdote più buono dopo Don Cantini; ospita un inserto a carattere religioso nel quartino centrale; si conclude con un episodio inedito che scava ancora nel passato dell'esorcista e i suoi trascorsi con Beppe 16 e - soprattutto - è impreziosito da una galleria di meravigliose pin-up di DZ realizzate da questi goodfellas:
  • Giuseppe Palumbo
  • Donald Soffritti
  • Bruno Cannucciari
  • GiPi
  • Alberto Pagliaro
  • Riccardo Burchielli
Poi, fate voi.

30 settembre 2008

Nessun dorma (né tocchi Caino)






















La seconda raccolta di Don Zauker è terminata; giusto oggi è partita per la messa in stampa. Ma ve ne parlerò un'altra volta, magari entro il 30 ottobre, se possibile.

Il fatto è che a Lucca Comics sarò presente con un'altra cosina a cui tengo particolarmente: un brevissimo intervento, disegnato su testi di Emiliano Pagani, per la rivista almanacco INGUINE MAH!, della Comma 22.
Quest'anno IM e Nessuno Tocchi Caino hanno concordato insieme di realizzare un'iniziativa dedicata all'abolizione della pena di morte, chiedendo a diversi autori di esprimersi sul tema. I vari contributi finiranno ovviamente all'interno del numero di IM che verrà presentato a Lucca.

Io ed Emiliano abbiamo realizzato una chicchetta di due tavole che è molto importante - oltre che per la lodevole iniziativa - perché è la prima storia seria della produzione dei Paguri!
La fondamentale tappa, che nessuno (noi per primi) riteneva possibile in questa vita, è stata invece raggiunta, e siamo onorati di averlo fatto per quest'occasione.

Certo, se lo stimolo per far cose serie deve provenire per forza dalle tragedie, è bene che si smetta subito e ci si dia alle minchiate, come di consueto. Ma se invece questa cosa avesse altre motivazioni e nascesse da stimoli spontanei, chissà se non potrebbero venire fuori cosette che neanche avevamo preso in considerazione.
Bah, e chi lo sa?

Ah, non guardate me.

16 settembre 2008

Ahi l'Italia















Ebbene, come ha acutamente notato il buon Alessio occhio di lince Spataro, ho fatto un cartellone per i lavoratori Alitalia senza che ne parlassi qui o me ne vantassi urbi et orbi. E' vero, ha ragione.

Ho un caro amico che di lavoro fa(ceva?) lo steward per l'Alitalia. Ci conosciamo dai tempi del liceo, e la scorsa settimana mi ha chiesto se potevo fare per lui un cartellone da portare alla protesta per le strade di Roma.
Ho evidentemente accettato subito.
E' passato da casa mia e, dopo un brevissimo briefing, abbiamo riproposto lo slogan dell'Alitalia di qualche tempo fa: "Dedicato a voi", accompagnato però da un famoso nano truccato che si agguanta l'oggetto della dedica.
Il giorno dopo mi telefona (il mio amico, non il famoso nano truccato) per dirmi che era in corteo e il cartellone stava facendo da apripista. Oggi mi chiama per dirmi che è pubblicato a pagina 6 del Corriere della Sera. Le foto qui pubblicate sono prese dal sito di Repubblica.

Da un momento all'altro mi aspetto che la Digos suoni il campanello di casa.
Vi farò sapere.

28 agosto 2008

Le pile son cariche (circa)

Grazie all'incredibile concomitanza di eventi, che mi ha portato a non avere sommatorie di scadenze una sopra l'altra, quest'estate - lusso sfrenato - mi sono potuto permettere di cazzeggiare amenamente qui. Calafuria on my mind.
















Questo, insieme alle altre cose, ha contribuito a ricaricare un po' le batterie dello zio Daniele, che ne aveva bisognissimo.
Mi sto perfino dedicando allo studio della lingua francese, per ora con esiti imbarazzanti alle orecchie altrui. Scappano perfino i miei due gatti. E' che si tratta di un idioma pieno di "u" a beccuccio di teiera, di enne ficcate dentro i turbinati e di gargarismi di erre che mi fanno incastrare l'epiglottide nel palato molle. Ma sono alla decima lezione, che diamine; datemi tempo e presto sfoggerò un accento parigino che non mi farà sfigurare presso gli ambienti della high-society livornese.

Sempre a proposito di erre mosce, avvertite pure TUTTI i vostri conoscenti che abitano Oltralpe che dal 4 settembre potranno leggere il primo tomo di Dom Zauker anche da loro, in francese. Il secondo tomo uscirà a marzo e, non temete, ve lo ricorderò a tempo debito.
Ancora un grazie speciale a Brando Fornaciari e Antonio Ghezzani, che sono riusciti magistralmente nella non facile traduzione, specie nella conversione delle espressioni più gergali e figurate in efficienti adattamenti nell'altra lingua. Ed espressioni gergali e figurate me le hanno dette anche loro, per averli trascinati nell'impresa, ma non ve le posso ripetere. Almeno, il Codice Penale lo vieta.

Da venerdì 5 a domenica 7 settembre sarò a Bellinzona, ospite di Uchronia Comics. Ci saranno anche altri ospiti, fra cui Davide Barzi, Massimo Bonfatti, Marco Santucci e - nientemeno - Carlos Gomez e Robin Wood. A tutti quelli che capitassero in zona: ci vediamo là.

A presto per le altre news.

07 agosto 2008

Squarci di Stige























Buongiorno a tutti, e ben ritrovati, sempre che non siate in vacanza, magari a Bressanone.

Finalmente il duello Daniele Caluri vs. Mamma Tiscali ha una tregua: dopo QUARANTA giorni di scazzi con ASSOLUTI INCOMPETENTI nelle telefonate ai call center della famosa azienda, il giusto compromesso: mi hanno finalmente concesso la connessione, che però va di merda.
E' comunque un timido passo avanti, che confido possa dare buoni sviluppi nel prossimo futuro.
Ho scoperto che i call center sono come le rappresentazioni degli ambienti impossibili alla Escher: nuove prospettive impossibili e meravigliose, da cui è difficilissimo uscire. Complici di questo lusinghiero risultato, una legione di CAZZONI capitanati da un gruppo dirigente VIGLIACCO e supportato da un sistema legislativo che li rende praticamente inattaccabili. Vi consiglio di sostituire alle vostre vacanze avventurose, magari in posti pericolosi che vi facciano provare il brrrrivido del rischio, un tuffo nei paradossi del 130, o il 192 130, per provare in prima persona l'ebbrezza di sentirsi dare un'informazione da un operatore e una completamente opposta alla telefonata successiva; di chiedere l'intervento del tecnico e vederlo arrivare senza preavviso, però in un giorno diverso da quello programmato; di sperimentare il gorgo vertiginoso di informazioni in quantità industriali, senza però che una coincida con un'altra; di rimanere basiti ma impotenti di fronte all'assommarsi di errori tecnici, numerici, anagrafici; di mandarli a fare in culo.
Pensateci, quando vedete il sempre simpaticissimo Ezio Greggio che dice Tiiiiiscali!

Detto questo, veniamo a noi.
La vignetta qui sopra fa parte dell'episodio che ho illustrato per il n. 300 di Martin Mystère.
Cosa sta guardando Java? Perché è così sorpreso? Che gli è capitato? Gli hanno forse detto che deve chiamare il 130?
Chissà. Resta il fatto che l'episodio in questione mi ha fatto fare una fatica BESTIA, tormenti interiori, dubbi e resistenze, per certi aspetti che ovviamente non posso rivelarvi, ma di cui parlerò quando sarà uscito. Tanto dovrete aspettare poco: a dicembre sarà nelle edicole.

La canicola mi rende meno loquace del solito, se non altro perché le dita mi slittano sui tasti e per l'umore incupito, derivante dal fatto che all'affaire-Tiscali (ricordatevelo) si sono aggiunti:
  • lo sputtanamento dell'hard-disk esterno;
  • un contenzioso col rivenditore di luci, che su 3 (tre) prodotti ha sbagliato a ordinarmene 3 (tre), il 100%, ma in compenso finite di consegnare dopo SESSANTA GIORNI. E' Marini Pandolfi a Livorno, segnatevi anche questo;
  • la rottura dello scanner;
  • l'acquisto di un nuovo scanner, che però si è rivelato guasto fin dall'installazione;
  • l'attesa fino ai primi di settembre per averne un altro, visto che da domani tutti vanno a pigliarlo ner cIN FERIE CON LA FAMIGLIA.
Nel frattempo, Clair de Lune ha inserito DZ nel sito, al reparto prossime uscite. E questo rischiara un po' le nubi che fanno ombra, sul mio capino e altrove.

05 giugno 2008

Lavori in corso






















Ecco, la vignetta riassume abbastanza bene la mia attuale situazione. E' tratta dall'ultima sequenza del gigante di MM, che continua a parlare di Milano, spionaggio e GERARCHI FASCISTI. Quindi, visti i chiari di luna, mi sa che alla sua uscita l'albone venderà piuttosto bene. Ohimè.

Le saldature son per tenere insieme il resto.

Sembra che uno dei sette episodi che comporranno il numero 300 di Martin mystère - come da tradizione tutto a colori - è stato assegnato a me e dovrà essere realizzato a breve. Mi piacerebbe colorare le mie pagine, ma non so ancora se l'albo dovrà avere tassativamente un solo, unico colorista. Io tengo comunque la tavolozza in caldo.

A proposito di colori, le tavole di Michel Strogoff sono sotto i digipennelli di Patrice Duplan. Purtroppo la casa editrice della collana ESIGE una colorazione piatta, a secchiate infami di Photoshop, con ombre e chiaroscuro netti. Inutile dire che avrei preferito tutt'altro. In basso, una prova colore di Patrice, il quale, con molta pazienza e comprensione, a lavoro terminato farà tutte le modifiche che gli suggerirò per rendere il prodotto finito il più gradevole possibile.

Gli episodi per la versione francese di Don Zauker sono stati tutti tradotti; applausi a scena aperta per Antonio Ghezzani e Brando Fornaciari e il loro cimento titanico: trasporre in un francese non letterario il linguaggio vernacolare, i riferimenti locali, i giochi di parole e così via.

A breve comincerò a lavorare sulla copertina della seconda raccolta di Don Zauker, in uscita per il prossimo Lucca Comics. Con Emiliano stiamo vagliando tre o quattro ipotesi, tutte perseguibili per legge, però. Restare nei limiti imposti dal Codice Penale, i Patti Lateranensi, l'offesa al sentimento religioso e altri dettagli è davvero dura, quindi si accettano suggerimenti.

Il calendario di date per presentazioni di albi, DZTS e appuntamenti
si fa sempre più nutrito, e dato che queste cose per i Paguri rappresentano più o meno solo una valvolina di sfogo, qualche data è saltata per mancanza di tempo. Ce ne scusiamo con gli organizzatori, compresi i ragazzacci di Amys, a cui ho fatto un clamoroso vaporino con la mia mancata partecipazione al MMMFest di Asti.

22 maggio 2008

ItaliaWave 2008






















Attenzione: la città di Livorno dà importanti segnali di risveglio da un pluridecennale letargo.
Per anni la città è stata animata da fuochi d'artificio, fiere con bancarelle di frittino di paranza e inediti acchiappasogni originali Sioux di Popiglio (fraz. di Piteglio), feste dell'Unità (aaaaaaahh! ah! ah! ah! oiòi, mòio), fuochi d'artificio, gare di gozzi, concerti di Baglioni e soprattutto - non so se l'ho detto - tanti, tanti fuochi d'artificio.

Quest'anno, così, all'improvviso, il ridente capoluogo toscano ha accettato di ospitare ItaliaWave. Come dire, dalla corsa coi sacchi ai 100 metri piani alle Olimpiadi. Ben venga, finalmente.
Per quattro giorni la città sarà invasa da orde di unni festanti, giunti per venire ad ascoltare il complessino di turno e per infastidire anziane coppie che protesteranno dalla finestra perché il baccano non gli permetterà di sentire "la Corrida". D'altra parte è anche vero che non si possa tenere ingessata una città per decenni per la suscettibilità di cinque vecchi pisciosi. E' un gran mondaccio si sa.

Oltre a un bel po' di musica a vari livelli, il festival sarà animato da incontri su letteratura, informazione, satira e altro. Io sarò presente su un battello lungo i fossi, non so ancora bene a fare che cosa (probabilmente al recupero cadaveri), nonché come illustratore del manifesto di questa edizione, che vedete qui sopra.

Il programma, che riporto qui sotto come da comunicato stampa, è abbastanza nutrito; ho messo in grassetto gli appuntamenti ai quali non potrò mancare, ma ci saranno ovviamente aggiornamenti.
Per tutti quelli che fossero interessati mi facciano sapere per le indicazioni a riguardo, affinché possano godere delle tradizionali caratteristiche della gente labronica: il calore l'ospitalità, le panchine e gli angoli di marciapiede su cui dormire.

***

LIVORNO, MARE, VERVE, CHEMICAL BROTHERS, ELETTRONICA, CINEMA, LETTERATURA, COMICITA’, 144 EVENTI IN 4 GIORNI!
BENVENUTI AD ITALIA WAVE LOVE FESTIVAL 2008!


Quattro giorni di eventi tra musica, letteratura, cinema, fumetti… e mare! E’ così che si presenta Italia Wave a Livorno: dal 16 al 19 Luglio Chemical Brothers e Verve in esclusiva nazionale, Gnarls Barkley, Sud Sound System, Elio e le Storie Tese, Wombats, Linea 77, Sergent Garcia, Tricarico, Bugo, Pivot, Stereo Total, Ralf, Radici nel cemento, Paolo Benvegnù… Ma anche Carlo Lucarelli, il Vernacoliere, Paolo Migone, lezioni di rock (e non solo) sui battelli livornesi…

Sono solo alcuni dei 144 eventi che invaderanno la città labronica il prossimo Luglio. Con la simpatia dei livornesi e la vicinanza calamitosa del mare, quello che si preannuncia è un grande evento internazionale, che sarà una festa per tutti coloro che parteciperanno.

Ogni giorno si comincia alle 10 del mattino presso la Rotonda d’Ardenza. Qui il palco che al mattino si chiama Wake up Stage e al pomeriggio Psycho Stage ospita tutte le band vincitrici del concorso nazionale “Italia Wave Band” e alcuni ospiti italiani e stranieri tra cui: Superamazoo, Gasparazzo, l’unica data estiva di The Ting Tings, Vanilla Sky, Mojomatics, Offlagadiscopax… Ad aprire il mercoledì mattina proprio gli Appaloosa, band livornese lanciata dalla Fondazione Arezzo Wave Italia nel 2002 che presenterà in anteprima alcuni brani dal nuovo album in lavorazione. A condurre il palco e presentare i gruppi Carlo Chicco.
La musica di Wake up e Psycho Stage farà da la colonna sonora alle altre attività che si svolgono presso la Rotonda. Qui infatti sarà possibile incontrare lo staff di Action Aid, organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale di cui Italia Wave supporta la campagna “Hunger free” sul diritto al cibo per ogni essere umano. Nella stessa area, verso il mare, sarà possibile accedere allo spazio “Surf & Skate” dove ogni giorni ci saranno corsi e contest di Surf, Windsurf, Bodyboard, Canoa, Fitness, Skate.

Ma la musica continua alla sera con i grandi concerti del Main Stage, che si trova all’interno dello Stadio Comunale “A. Picchi”. È qui che ogni sera Mixo e Federica Gentile presenteranno gli ospiti italiani e internazionali più importanti come Chemical Brothers e Verve, ma anche Vanessa de Mata dal Brasile, Konono N°1 dal Congo, John de Leo, Saba dalla Somalia, Freshly Ground dal Sud Africa, Deti Picasso dalla Russia.
Si accede al Main Stage solo con un biglietto o abbonamento a costo molto ridotto. Sono già attive le prevendite per un abbonamento a prezzo promozionale di 40 Euro che sarà attivo fino al 15 Giugno, mentre dopo tale data l’abbonamento potrà subire variazioni e sarà possibile acquistare anche l’ingresso per i singoli giorni. Tutti i dettagli sono pubblicati su www.italiawave.com

La fascia notturna di Elettrowave quest’anno raddoppia! Il palco elettronico sarà infatti attivo per tutte le sere del festival nella bellissima Fortezza Vecchia con tre aree distinte: sala T-Rex, sala Theatre, sala Different Beat. Ogni giorno inoltre alle dalle 16.30 si può accedere ad ingresso libero alle installazioni della quarta edizione di Building Interactive Playgrounds, il progetto di fAWI e Arsnova Siena sull’interaction design dedicato quest’anno al tema della luce. Dalle 23,30 si accede invece con un biglietto a 10 Euro. Tra i nomi più importanti di Elettrowave sicuramente il gradito ritorno di Ralf, che mercoledì 16 dividerà la consolle con Lele Sacchi impegnato in un back to back con il dj francese Jef K. Giovedì arrivano i suoni nuovi del clubbing inglese con The Whip; l’elettronica canadese di Vincent Lemieux e Guillalme & The Cotou Dumonts; il set a 4 mani di di Painè e Fonx, in arte Maniaci dei Dischi. Venerdì 18 si passa alle sonorità rarefatte del duo Marco Messina & Costanza, il primo ex 99 Posse. Dopo di loro Chrome Hoof e nello spazio Club un classico: l’house minimale di Cassy e la techno live di Tobias. Infine sabato sera il theatre sarà dominato dallo stravagante set live di Stereo Total e dalle sonorità estreme di Shrubbn !!, nuovo progetto di Schieres e dell’elettrorocker T.Raumschmiere. Nel club spazio a Tosane insieme a Lucio Aquilina e i greci Kreon & Lemos, in vetta a tutte le classifiche di download grazie ad una raffinata interpretazione neoclassica del suono elettronico.

Ma la Fortezza Vecchia sede di Elettrowave non vive solo la notte. Lo spazio, estremamente suggestivo, sarà anche sede di eventi non musicali, in particolare tutti i giorni dalle 17,30 alle 20,00 il pubblico potrà assistere a presentazioni di libri e spettacoli con ospiti di grande rilievo. Non poteva mancare il Vernacoliere, vera Istituzione cittadina e progetto editoriale unico nel suo genere. Mario Cardinali, il suo direttore-editore incontrerà il pubblico mercoledì 16 Luglio. Nello stesso spazio saranno presente anche Carlo Lucarelli (sabato 19), Marco Travaglio (venerdì 17), Andrea Satta del Tetes de Bois che assieme alla giornalista Timisoara Pinto presenterà il libro “Avanti pop!” e Daniela Canterini che presenterà il libro “Cioioi”, un’incredibile storia di 4 musiciste toscane che si trovano per caso nel bel mezzo della guerra in Vietnam nel 1968.

Ancora la Fortezza Vecchia sarà punto centrale di una delle innovazioni più divertenti di Italia Wave 2008: workshop e corsi su battelli che partono dalla Fortezza e percorrono i “fossi” del quartiere “Venezia” di Livorno. Qui, in quello che è stato ribattezzato il “Bateau Ivre” di Italia Wave, si alterneranno docenti d’eccezione come Paolo Migone con una “conferenza buffa sul buffo”, Carlo Lucarelli, Daniele Caluri, giornalisti e musicisti.
Proprio Caluri è anche l’autore dell’immagine di Italia Wave 2008; con il Vernacoliere e i disegnatori di IUK (Italian Underground Komix) di Repubblica XL il fumetto si conferma anche per quest’anno un’area di grande interesse per Italia Wave.
Così anche per il cinema: in collaborazione con Milano Film Festival ed Esterni tutte le notti dalle 1 alle 3 saranno proiettati cortometraggi sulle tematiche di follia e liberazione, sperimentazioni, esseri animati, viaggi fuori dai miraggi.

L’appuntamento è quindi dal 16 al 19 Luglio a Livorno per una suggestiva vacanza musicale dove la musica, il mare, l’impegno si fondono in una settimana di festival indimenticabile!

14 maggio 2008

Crepa, fottuto malware!





















I buoni (ma affez.mi) Pierluigi Lenoci e Lopo mi hanno avvisato che questo blog era impestato da un virus, che mi si dice fosse del tipo "malware". Qualunque cosa esso voglia dire, io per scaramanzia mi tocco comunque i coglioni.

Mi scuso con voi visitatori, non tanto se vi ho infettato il PC, quanto perché l'avviso dai miei solerti amici mi era stato dato settimane fa e io me l'ero completamente dimenticato.
Era il counter.
Non potendo assolutamente permettere che uno spazio da me gestito potesse recare danno alla salute dei vostri conpiuti, mi sono adoperato per risolvere il drammatico inconveniente. La procedura di smantellamento del vile virus è stata questa:
  • dieta di una settimana a base di alimenti ricchi di amido e potassio (riso, banane, tonno, krakauer, terrine de queque boeuf);
  • preparazione atletica con la pratica di sollevamento pesi (matita, telecomando, stesa dei panni) e jogging (rincorsa del 12 barrato);
  • documentazione (in un numero di Chi parlavano dei pericoli dell'internet);
  • richiesta di buona riuscita agli dèi con sacrificio animale (una vongola);
  • vestizione (ciabatte da guerra, polsini antisudore, tuta da ginnastica per favorire i movimenti);
  • attacco frontale.
E' stata dura, ma alla fine ho avuto la meglio. Dopo avero provato inutilmente a sostituire il counter con altri più affidabili, l'ho cancellato e vaffanculo.
Ora possiamo dormire sonni tranquilli.

In alto, l'agente dell'OVRA che mi ha assistito spiritualmente nella complicata operazione, e che fa parte della sequenza del Gigante di Martin Mystère testè consegnata.

04 maggio 2008

Qualcosa di nuovo sul fronte occidentale.






















E va bene, ormai è un po' il segreto di Pulcinella, visto che diversi amici lo sanno. A questo punto posso anche svelare la misteriosa cosa che bolle in pentola da mesi.

DON ZAUKER VERRA' PUBBLICATO ANCHE IN FRANCIA.

Sembra incredibile, ma alla fine è andata: io ed Emiliano abbiamo firmato il contratto. Bisogna ringraziare in primis Frédéric Brémaud, lo sceneggiatore del Michel Strogoff che ho disegnato l'anno scorso. Quando lesse l'albo del nostro pio esorcista si divertì talmente tanto che si offrì come intermediario per cercare un editore interessato a pubblicarlo anche Oltralpe. A me sembrò una specie di missione impossibile, vista la forte localizzazione di tante situazioni e gag del prete buono, oltre al fatto che probabilmente in Francia delle quotidiane esternazioni di Santa Romana Chiesa se ne fottono. Ma Fred insistette, chiedendomi episodi tradotti da presentare a raggiera.

E qui il secondo grandissimo ringraziamento: ad Antonio Ghezzani, lo stesso dell'mp3 di San Pio, e Pardo Fornaciari, storico collaboratore del Vernacoliere. E' grazie a loro, livornesi ma francofoni al punto giusto, che siamo riusciti a tradurre efficacemente i sei episodi proposti come "trailer". Hanno fatto un ottimo lavoro, e ora stanno traducendo anche i restanti episodi di quello che sarà un cartonato di 46 pagine.

In parte avevo ragione, visto che le principali case editrici francesi non si dichiararono interessate al progetto. Per fortuna ci sono anche le piccole realtà, quelle meno blasonate, che possono rischiare maggiormente, che hanno voglia di mettersi in luce sperimentando strade diverse. Quelle che pagano meno, insomma. Nel nostro caso, le Éditions Claire de Lune, di Marsiglia. Terzo ringraziamento.

Sia chiaro, l'albo finirà in quello che probabilmente è il più grosso mercato del fumetto in Europa, con qualcosa come 4000 uscite annue. Con una tiraturina da poche migliaia di copie finirà sommerso nella marea di testate e forse affogato dalle major, che hanno una distribuzione spaventosa dei loro titoli. A noi non resta che sperare nel solito tam tam fra lettori, se divertiti. Per questo, se avete amici francesi vi interpelleremo. Al momento opportuno vi chiederemo di informarli che al di là delle Alpi circola un esorcista pronto a illuminare la loro via.

Unico neo: in Francia, ovviamente, si chiamerà DOM Zauker.

28 aprile 2008

Vedi Napoli e poi Comicon

















Non ero mai stato a Napoli Comicon.
C'è davvero poco da dire: è una kermesse fantastica. Non una delle ormai decine di fiere in Italia ha la stessa cura e attenzione riservate agli ospiti come quella partenopea, e ringrazio ancora Claudio Curcio, Luca Boschi e gli altri (numerosissimi) membri dello staff per avermi invitato e per il trattamento riservato.
Gente fantastica, un posto da urlo, mostre bellissime, vecchi e nuovi amici. Lo dico senza vergogna, in fiere così faccio l'altalena fra i ruoli di autore e di fan: quando mi capita di conoscere autori che stimo e ammiro da anni faccio come tutti gli altri la fila per il disegnino, che poi mi guardo e scruto per ore (o secondi).
Se poi il personaggio in questione è una leggenda vivente, mi capita di ritrovarmi improvvisamente e incontrovertibilmente NERD e scattarmi una foto insieme, come nel caso di Juan Gimenez (sopra).
Auguro a tutti gli appassionati che non avessero mai visitato il Comicon di Napoli di prenotare già da ora per l'anno prossimo. E' un ordine tassativo.

Purtroppo ogni meraviglia ha un suo scotto da pagare, e nel mio caso è avvenuto nel viaggio di ritorno. Nel mio scompartimento, infatti, si è verificato l'unico incubo peggiore della bambina urlatrice.
Due bambine urlatrici.
Ore 17,50. Poco dopo essermi tuffato avidamente nella lettura di un libro appassionante*, all'altezza di Aversa si sono manifestati NEI POSTI DAVANTI A ME due rappresentanti dei più profondi gironi infernali, incarnatisi per l'occasione in una coppia di sorelle di 4-5 anni, che hanno cominciato a cantare ininterrottamente ultrasuoni che celebravano le gesta di macchine del capo che hanno un buco nella gomma, porcellini stupidini che non vogliono essere fatti a fette e altri componimenti il cui unico scopo è l'ostilità alla concentrazione altrui.
Speriamo scendano alla prossima è stato l'unico mantra che mi ha sorretto nei ristretti confini della sanità mentale.
Poi ho scoperto che andavano a Chiavari.
Ho invocato deragliamenti, assalti di briganti ciociari, reincarnazioni d'Erode, ma nulla.
La mamma, il Signore del Turpiloquio Atroce l'abbia in gloria, era troppo intenta a scrutare le importantissime notizie fornite da Chi per prendersi cura dei suoi piccoli angeli che reclamavano da lei attenzione.
Riposto con cura il libro, alle 22,45 ho baciato il suolo natìo.

L'anno prossimo vado in macchina.

* Manituana, del collettivo Wu Ming.

23 aprile 2008

Napoli Comicon






















Ci siamo, venerdì mattina parto per Napoli. Chi ha partecipato alle scorse edizioni ne parla sempre parecchio bene; in particolare lo zio Alf la ritiene la miglior kermesse sul fumetto in Italia, se non per le dimensioni, certo per la qualità e l'attenzione al medium e agli autori.
Son davvero curioso.

L'unica cosa è che, visto chi mi è capitato accanto nella sessione autografi (nel riquadro in giallo), mi conviene portarmi dietro una clac, che so, la mi'nonna, qualche zia, giusto per non stare con le mani in mano. Al limite, mi farò fare un paio di dedichine anch'io.
La cosa ganza è che Mattotti e McKean, insieme a Pazienza e Sienkiewicz, furono l'argomento della mia tesi all'Accademia di Belle Arti.

Almeno metà cerchio si chiude.

18 aprile 2008

danielecaluri.com 2.0 / bis






















Fatto, grazie al prezioso apporto del figuro qui sopra, ora il sito convertito alle meraviglie dell'ACCATIEMMEELLE è online.
Al primo impatto non troverete grandissime differenze: molta roba è rimasta tale e quale. In realtà, da una parte ho snellito un po' togliendo parti meno significative, dall'altra ho rinfrescato alcune sezioni, come ad esempio le tavole di Luana e Don Zauker, sostituendole con altre più recenti.
La tentazione di caricarci tutto il possibile - jpg, mp3, filmati, gadgets, magliette, mazzi di odori - è forte, ma il senso della misura (accidia) ha prevalso, e il risultato mi sembra soddisfacente.
Ovviamente, come tutte le cose rinnovate, è possibile che il sito abbia bisogno di un rodaggio. Chi di voi avrà voglia e tempo di farci un giro, mi sappia dire se trova erroretti, imprecisioni o bug vari: il solo pensiero che qualcosa possa sciupare questa fatica mi toglie il sonno e l'appetito (forse).